Livorno - In terra di Sardegna, contro un Cagliari formato europeo, c'era chi si aspettava un Livorno finalmente convincente anche lontano dall'Ardenza. Niente di tutto questo. La squadra di Cosmi non ne ha voluto sapere di scendere dall'altalena dei risultati (sei vinte e sei perse, nessun pari da quando c'è l'uomo del fiume) e, a quanto pare neppure di scendere dall'aereo. La partenza ad handicap, sia nel primo che nel secondo tempo, in casa di uno degli avversari più in forma dell'intero calcio italiano ha finito per condizionare l'intero incontro, visto che almeno nella parte centrale della prima frazione, il Livorno aveva fatto credere di poter raddrizzare la partita. Ma tant'è. Adesso, come dopo ogni sconfitta, l'imperativo è guardare avanti, nella speranza di non ripetere gli stessi errori. Contro l'indimenticato Mazzarri, che sta facendo bene alle falde del Vesuvio come bene ha fatto ovunque sia andato, sarà dura non ripensare, almeno per un attimo, alla trionfale cavalcata del campionato 2003/'04, che vide i colori amaranto ritornare in Serie A dopo una vita. Il tecnico di San Vincenzo, che a Livorno da avversario non ha mai vinto, in settimana ha dichiarato di pensare solo al Napoli e di non essere particolarmente emozionato, ma noi, che lo abbiamo visto piangere a Piacenza, quel famoso 29 maggio 2004, sappiamo di certo che per lui l'Armando Picchi non è uno stadio come gli altri. Poi, al fischio d'inizio, tutto svanirà, coi ricordi che lasceranno spazio alle giocate sul rettangolo verde, dove la squadra di Serse Cosmi dovrà sfoderare una prestazione tutta cuore e grinta, senza perdere mai la concentrazione, neanche per un secondo. Il Napoli non lo permetterebbe. I partenopei, oltre all'infortunio di Lavezzi, che ha fortemente condizionato il rendimento del reparto offensivo, a secco nelle ultime due partite, potranno far conto solo su Denis chiamato ad arginare una situazione di emergenza aggravata anche dall'assenza per squalifica di Fabio Quagliarella e da quella dell'ultim'ora dell'austriaco Hoffer. Il Mister azzurro sarà quindi costretto, salvo improbabili novità dell'ultimo secondo, ad affrontare il Livorno con il solo Hamsik a supporto di Denis, a meno che il centrocampista uruguaiano Bogliacino, che per il Livorno sarebbe un acquisto coi fiocchi, non smaltisca i suoi acciacchi e venga impiegato nel ruolo di attaccante, cosa che, anche in altre occasioni è avvenuta. Mancano ormai pochi giorni dalla chiusura del mercato. Sono arrivati i primi volti nuovi in casa amaranto. Bellucci, che potrebbe partire titolare, è una garanzia ed è parso motivatissimo e pronto. Esposito e Bernardini sono due giovani interessanti, ma il Livorno deve assolutamente rimpiazzare Candreva e deve farlo con uomini di un certo spessore, non si può improvvisare o scommettere su qualche giovane sconosciuto. Staremo a vedere. La formazione che l'uomo del fiume manderà in campo contro il Napoli, parlando in termini di modulo, non dovrebbe discostarsi molto da quella che ha affrontato la trasferta in terra di Sardegna. Saranno gli uomini a cambiare. In difesa, fermi ancora Knezevic ed il buon Fabio Galante e con Miglionico ormai fuori dai giochi, Rivas e Perticone paiono certi di giocare, mentre resta qualche piccolo dubbio su Diniz, che potrebbe anche lasciare spazio al nuovo arrivo Esposito. Bernardini, che è descritto come il sostituto naturale di Raimondi, dovrebbe infine andare in panchina. Ballottaggio anche a sinistra dove Mirko Pieri e Vitale si giocano la maglia da titolare. Davanti, a meno di colpi clamorosi dell'ultima ora, Tavano e Lucarelli dovrebbero di nuovo giocare insieme, alla ricerca di un'intesa che, per vari motivi, ancora non è quella che ci si aspettava da loro. Con Bellucci pronto a dar battaglia contro una delle sue ex squadre. In attesa di sapere quali altre novità arriveranno nell'ultima settimana di mercato. La più importante.
Sezione: Editoriale / Data: Sab 23 gennaio 2010 alle 20:34
Autore: Daniele Marzi
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