Livorno - La stagione del Livorno non inizia certamente sotto i migliori auspici almeno per quello che riguarda i rapporti tra la società e la tifoseria. Ieri era il giorno dell'incontro tra sei-sette rappresentanti della curva nord ed il presidente Aldo Spinelli nella sede di via Indipendenza, per fare il punto della situazione, ma soprattutto per ribadire ognuno le proprie posizioni. Distanze, ad oggi, assolutamente incolmabili, inutile girarci intorno, con l'unica nota positiva la chiarezza e la schiettezza emersa da entrambi i fronti. I tifosi hanno manifestato le proprie rimostranze, senza timori riverenziali: "Spinelli? Ottimo ragioniere capace di tenere i conti in ordine. Nessun tesserato o dipendente avanza qualcosa da lui, ma ha ucciso la passione per la squadra a Livorno. Il suo ciclo è finito e se ne deve andare". Ma le delusioni sono anche altre: le accuse di allontanamento dei personaggi più in sintonia col pubblico, il desiderio di uscire dalla Uefa nel 2007 (ma sembra passato già un secolo), fino al dietrofront sul piano triennale. E il presidente? Quasi impassibile, ha respinto al mittente le accuse, affermando candidamente che il massimo che può garantire alla piazza è la serie B. Ed il futuro? Fatto di giovani, propri o altrui, da valorizzare nel calcio che conta, ma gli obiettivi agonistici non andranno oltre una tranquilla permanenza in cadetteria. Per Spinelli questa categoria è una rimessa, con le spese che superano del doppio le entrate, una voragine che il Livorno Calcio non può permettersi. Quindi, o avviene una stagione miracolosa in cui tutto gira per il verso giusto ed arriva una clamorosa promozione in serie A, o i prossimi tornei degli amaranto potranno essere tutt'al più un po' meno sofferenti di quello ultimo scorso. Inoltre non si potrà fare a meno dello sfoltimento della rosa e del taglio degli ingaggi. Liberatosi di quelli onerosi di Knezevic e Pieri, ora è il turno di quelli di Perticone, De Lucia e Schiattarella, con Paulinho sulla rampa di lancio se arrivasse la classica offerta irrinunciabile, magari dalla A. Incomunicabilità totale, due linguaggi diversi ed un incontro che si sarebbe concluso con l'abbandono dei tifosi quando il presidente avrebbe affermato che se i suoi progetti non erano graditi, si poteva sempre preferire il cinema allo stadio. Una frase che comunque fa più colore che altro, date le più volte ribadite intenzioni su come andare avanti da qui fino a quando Spinelli non deciderà di andarsene veramente. Pare a questo punto inevitabile una contestazione ad oltranza della curva verso la società, una guerra aperta e totale che rischia di durare da adesso fino a tutto il prossimo campionato.

Sezione: Calcio / Data: Ven 06 luglio 2012 alle 14:32
Autore: Lorenzo Corradi
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