Tirrenia - “Se gioco ancora a calcio devo ringraziare la mia famiglia”, queste le parole più belle rilasciate da Leandro Rinaudo in conferenza stampa oggi al centro Coni, prima di prender parte alla seduta pomeridiana con la squadra. Presentatosi con grandissima umiltà, Rinaudo ha risposto a domande di vario genere, passando dal gol di Verona ai vari infortuni, elogiando moltissimo la squadra di Spinelli e il suo allenatore.
“Il gol domenica è stata una grande soddisfazione, ovviamente dispiace aver perso, anche perché non meritavamo questo risultato. Ho ricevuto tantissimi messaggi di persone che neanche ricordavo di conoscere, il mondo è così, tutti si fanno sentire se le cose vanno bene. Ma nella mia vita mi sono fatto sempre le amicizie giuste, e se c’è un messaggio che mi ha fatto particolarmente piacere ricevere è senza dubbio quello di Michele Pazienza del Bologna col quale giocavo a Napoli. Non sono ancora al 100%, ma i preparatori atletici del Livorno sono stati molto bravi a migliorare la mia condizione fisica. Devo ringraziare molto l’AIC (Associazione Italiana Calciatori) per avermi fatto allenare con loro durante questa estate, poi, il mio procuratore mi ha fatto sapere di questa opportunità a Livorno e ho subito accettato. Ovviamente nel calcio bisogna essere sicuri degli investimenti che si fanno, ecco perché inizialmente ho avuto un periodo di prova. Capisco le perplessità del Livorno, venivo da un lunghissimo stop, ma nonostante questo si sono comportati benissimo. Se solo un mese fa avessi pensato che adesso sarei stato qua non ci avrei mai creduto. Mi sento un calciatore rinato, questo ambiente familiare mi ha fatto molto bene, tutti sono disponibili, dal magazziniere al presidente quando viene a caricarci nello spogliatoio. Livorno è una piazza eccezionale, il pubblico è bello compatto, canta sempre, e ci incoraggia. Voglio ringraziare soprattutto la curva che ci sostiene sempre. È piccolo ma ignorante il Picchi, mi piace. Sogno di vederlo pieno.”
Alla domanda su Mister Nicola ha risposto: “Non mi piace parlare degli allenatori, perché se lo fai passi da ruffiano, purtroppo il mondo è così, ma oggi voglio fare uno strappo alla regola. Nicola è un grandissimo uomo, trasmette tanto. Cura molto il rapporto fra persone ed è il miglior allenatore che io abbia mai avuto”.
Sulle sfide di campionato: “ Il Napoli è una grandissima squadra, e c’è tanta differenza fra noi e loro, perciò ci proveremo e daremo tutto, ma non avrebbe senso dire che ce la giochiamo alla pari. C’è una piccola speranza, vedremo. Dopo Verona non ho rivisto il gol di Iturbe, ma sicuramente quando subiamo un gol abbiamo sempre delle colpe, dopotutto la punizione è arrivata da un’azione in cui avevamo palla in attacco. Il campionato è ancora lungo.. per ora stiamo facendo bene.”
Sugli infortuni: “Ammetto che ho pensato a ritirarmi delle volte, dopo i due interventi non pensavo che potessi continuare, ma grazie alla mia famiglia non ho mollato e sono qua, un giocatore nuovo. Iinoltre sono nati i miei figli (dei gemelli) e quindi ho pensato che dovessi continuare anche per loro, devo tutto alla mia famiglia..”.
Essendo oggi la festa dei nonni, un ultimo pensiero è andato proprio alla nonna, alla quale Rinaudo era molto legato, e in cui onore porta la maglia numero 77 (età a cui è scomparsa): “Tenevo molto a mia nonna, purtroppo venne a mancare a quell’età, ero a Salerno, e da quel momento ogni volta che era libero quel numero lo sceglievo”.
Autore: Nicola Marra / Twitter: @marra_nicola
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