Formello – Il Livorno di mister Zanetti esce con le ossa rotte, almeno dal punto di vista del risultato, dalla gara odierna disputata contro la Lazio, campione d’Italia in carica, presso l’impianto “Mirko Fersini” di Formello, e capisce che dovrà sfoderare ben altra consistenza in fase realizzativa (e non solo), se vorrà continuare a respirare l’aria dell’altissima classifica.
Tra gli sportivi amaranto, la partita di oggi era stata accompagnata da una grande attesa, riconducibile essenzialmente alla curiosità di rivedere all’opera i ragazzi di Zanetti, a distanza di cinque settimane dall’ultima apparizione in casa contro la Reggina, e alla necessità di valutare meglio la consistenza del primato in coabitazione con la Roma, dopo il poker di vittorie contro Latina, Juve Stabia, Avellino e Reggina. Partendo da questi presupposti, il Livorno di oggi è sembrata una squadra ampiamente da rivedere: il risultato è sicuramente roboante e, per certi versi, estremamente penalizzante per l’undici amaranto, ma, quel che è certo è che non è stato mai in discussione, se non nei primi venti minuti di partita. Il Livorno ha trovato davanti a sé un avversario cinico, che ha avuto la capacità e la saggezza di farlo sfogare e di punirlo, sul piano del gioco e del risultato, talora con iniziative personali (Paterni e Tounkara sono sembrati giocatori perfettamente in grado di ambire a ben altri palcoscenici), talora con contropiedi inflitti abbastanza ingenuamente, anche a difesa piazzata; non è mai mancato sul piano della volontà, dell’abnegazione e della continua ricerca della costruzione del gioco, mostrando ottime individualità nell’esterno destro Stampa, nel subentrato Giudici, in posizione di regista arretrato davanti alla difesa, e nel centravanti Frati, ma è venuto incredibilmente meno nel momento in cui si è trattato di tradurre in gol la buona mole di gioco.
La produzione offensiva del Livorno, per i motivi detti sopra, si è esaurita in un tiro-cross di Stampa al 19’, che ha messo in allarme la difesa biancoceleste e ha costretto il portiere Strakosha ad uscire dai pali per evitare guai peggiori, in un tentativo di tiro al volo dal limite dell’area al’39 da parte di Biasci, impedito in maniera apparentemente fallosa dal centrale della Lazio Ilari, in un tiro su calcio di punizione dal limite dell’area da parte di Frati, alzato sulla traversa dall’attento Strakosha, e in una serie di percussioni personali dello stesso Frati, che hanno visto il centrattacco amaranto trovare scarsa assistenza nei compagni di reparto che si sono alternati al suo fianco, a cominciare da Bartolini, Biasci e Bruzzi. Sul piano difensivo, sebbene sia del tutto comprensibile e atteso soffrire l’attacco di una grande squadra come la Lazio, non si può dire che il Livorno abbia saputo far fronte alla disposizione in campo degli avanti biancocelesti, dal momento che i due esterni d’attacco Paterni e Fiore si sono rivelati due autentiche spine nei fianchi per Diana e Morelli. Cipriani tra i pali e il generosissimo fuori quota Decarli (a proposito, bentrovato Saulo!) al centro della difesa hanno provato finchè hanno potuto e, in parte, sono anche riusciti ad arginare l’attacco di una Lazio che ha trovato in Mamadou Tounkara un autentico mattatore, autore di due segnature già nel primo tempo.
E’ dura da dire, ma l’undici di Bollini, per avere la meglio sul Livorno, non si è dovuto neanche dannare troppo l’anima: ha avuto il merito di cercare sempre la profondità e la costanza di andare a contrastare con successo lo sterile palleggio amaranto. La giornata di grazia di Tounkara (autore di tre segnature, sebbene sia stato espulso per aver rimediato due ammonizioni a seguito di altrettante ingenuità), la sicurezza tra i pali di Strakosha e un risultato in discesa sin dai primi minuti hanno fatto il resto.
Non disperi il mister Zanetti: il suo è e rimane un ottimo gruppo, con buone individualità. Come si dice in questi casi, se prima il Livorno non era una squadra di fenomeni, oggi non può essere una squadra di brocchi. Ciò che importa è mettere da parte la cavalcata appena interrotta e ripartire da questo sabato laziale, con umiltà e con l’attenzione ben rivolta al prossimo avversario, il Napoli di Saurini.
Lazio (4-3-2-1): Strakosha; Pollace, Ilari, Serpieri (Cap.), Filippini; Oikonomidis (51’ Pace), Elez, Crecco; Paterni (83’ Murgia), Fiore (76’ Lombardi); Tounkara. A disp.: Guerrieri, Mattia, Fè, Sterpone, Steri, Milani, Perocchi, Costalunga, De Angelis. All.: A. Bollini.
Livorno (3-4-1-2): Cipriani; Morelli, Decarli (Cap.) (46’ Giudici), Diana (V.C.); Stampa (71’ Bruzzi), Simonetti, Cannataro (79’ Albamonte), Ricci; Bartolini; Biasci, Frati. A disp.: Panicucci, Signorini, Stoppini, Brondi, Castro. All.: S. Zanetti.
Arbitro: Carmine Di Ruberto di Nocera Inferiore. Assistenti: Oreste Muto e Orlando Pagnotta.
Marcatori: 22’ Tounkara, 42’ Tounkara, 71’ Tounkara, 90’ Crecco.
Ammoniti: Serpieri, Tounkara, Cannataro, Filippini. Espulso: 84’ Tounkara per doppia ammonizione.
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