Pontedera – Trenta anni da compiere il prossimo 27 settembre, Diego Peralta ha bagnato con un gol la venticinquesima presenza in un campionato che lo aveva già visto mettere a referto un gol (al Forlì, di testa, lo scorso 8 marzo) e due assist, in occasione delle partite casalinghe disputate contro la Sambenedettese e contro la Torres.
“Sono contento di essere tornato al gol a breve distanza di tempo e, in particolar modo, di averlo fatto davanti ai nostri tifosi – ha esordito Peralta, presentandosi all’interno della sala stampa dello Stadio Ettore Mannucci di Pontedera - tutto ciò è per me fonte di ulteriore soddisfazione, pensando al fatto che si sia trattato non solo di un bel gol, ma di un gol che è servito per portare punti alla squadra: nelle ultime dieci partite, infatti, ho provato a intensificare le conclusioni a rete dalla distanza, un pezzo che mancava al mio repertorio, e devo dire che è andata bene”.
“In campionato, ho compiuto qualche tiro sul primo palo che non è andato a buon fine – ha proseguito Peralta sorridendo - per questa ragione, Samuel Di Carmine mi ha evidenziato la necessità di concludere all’altezza del secondo palo e così ho provato a fare: è da qualche partita a questa parte che mi sto concentrando un po’ di più sul tiro dalla distanza e oggi, fortunatamente, il pallone è entrato, diversamente da quanto è accaduto ieri nell'allenamento di rifinitura”.
“Oggi era importante vincere – ha proseguito Peralta – perché arrivare all’undicesimo o al quattordicesimo posto della classifica non è propriamente la stessa cosa: ripensando a come eravamo partiti, possiamo dire di aver compiuto un grande percorso e siamo felici di come abbiamo terminato la stagione: ci dispiace aver lasciato qualche punto qua e là per la strada ma si tratta di una cosa che, nell’arco di una stagione, bene o male ci può stare”.
La svolta del campionato è stata raggiunta con l’arrivo in panchina di mister Roberto Venturato: “Il Mister – ha tenuto a precisare Peralta – è per lo più una persona pacata anche se, anche lui, a volte si arrabbia, com’è giusto che sia: arrivando qui a Livorno, ha provato a trasmetterci tranquillità e serenità inculcandoci alcuni concetti molto semplici e insistendo su un modulo di gioco, che è rimasto sempre lo stesso; in quel momento della stagione, ne abbiamo tratto immediatamente beneficio perché era ciò di cui avevamo bisogno e tutto ciò ci ha consentito di instaurare un ritmo, in termini di media punti, che, qualora lo avessimo avuto sin dall’inizio della stagione, oggi saremmo al quinto o al sesto posto della graduatoria”.
La terza vittoria esterna della gestione Venturato, dopo quelle ottenute a Guidonia e a Campobasso, è coincisa con il ritorno della presenza del pubblico amaranto nel settore ospiti: “Durante il riscaldamento, non riuscivo a credere ai miei occhi nel vedere tante persone presenti e devo dire che, dal vedere una così folta rappresentanza di pubblico amaranto lontano da Livorno, ne ho tratto una carica emotiva non indifferente”.
Alle soglie dei trenta anni, Peralta ha vissuto la prima stagione in maglia amaranto della propria carriera di calciatore: “Non so dove sarò il 15 luglio: so soltanto che a Livorno sono stato benissimo perché Livorno è casa mia e che è stato un onore vestire questa maglia; mi piacerebbe rimanere a Livorno e sono in attesa di vedere e di sapere cosa succederà”.
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