Tirrenia – Pronti, via. La sosta per la Nazionale c'è stata, ma mister Nicola non si è certo seduto ad aspettare che i giorni passassero. Ha utilizzato lo stop del campionato per lavorare e rielaborare con i suoi collaboratori ed i ragazzi le prime sette partite. Si presenta in conferenza stampa con il suo solito sorriso e il piglio che è quello tipico di chi sa il fatto suo, pronto a rispondere al consueto fuoco di fila di domande. Quanto è servita la sosta per riordinare le idee? “Per riordinare le idee non tanto, le idee le smonto e le rimonto più volte anche nello spazio di una giornata. L'analisi del nostro processo di crescita che ci deve portare ad avere un'identità l'analizzo ogni giorno e spesso cambio anche idea perché per me è prerogativa fondamentale. Sarei molto in difficoltà se mi sentissi troppo sicuro di me o degli altri. La sosta è servita per lavorare con i giocatori che dovevano recuperare da infortuni o per coloro che ancora devono integrarsi con i compagni. Poi è servita per rielaborare le sette partite passate, il nostro cammino. Siamo andati alla ricerca dei numeri che servono alla nostra realtà. La nostra realtà dice che il nostro obiettivo è il mantenimento della categoria. Abbiamo visto cosa abbiamo fatto e cosa manca ancora. Abbiamo cambiato qualcosa su come attaccare gli spazi”.
Immancabile una domanda sulla situazione fisica di Biagianti e Siligardi: “Biagianti è recuperato. E' pronto quanto lo può essere un giocatore dopo un mese fermo a causa di un infortunio. Per quanto riguarda Siligardi, il ragazzo ha bisogno di ritrovare il suo spunto, le sue peculiarità più importanti e per questo ci vuole continuità di gioco”. Davanti sembra esserci un ciclo di partite più abbordabili, come sta il gruppo? “Le partite più abbordabili forse sono decise dal blasone delle squadre, ma mai dire mai. Qualcuno si è preoccupato dei gol subiti a Napoli, ma nessuno si è preoccupato di vedere a distanza di un mese la differenza della partita con la Roma e quella con il Napoli. Per me è evidente, tutto un altro atteggiamento e consapevolezza. Che poi non ci siano bastati, e che ci sia da lavorare, è vero. In questi giorni abbiamo lavorato su questo, cioè sulla capacità di creare ma anche su quella di arginare gli avversari. Il lavoro è stato fatto, sono curioso di vederlo domani perché è un altro modo di affrontare il calcio rispetto all'anno scorso”.
Domani al Picchi sarà presente il commissario tecnico della Nazionale italiana, Cesare Prandelli: “Non sapevamo neanche che venisse. Da quello che mi risulta credo venga a vedere due giocatori della Samp in odore di Nazionale. Noi siamo una realtà di gente umilissima che sta apprestandosi a giocare. L'anno prossimo speriamo di mantenere la categoria e di avere maggior consapevolezza della nostra identità. La Sampdoria ha già questa consapevolezza ed i tre punti in classifica non raccontano le buone gare che ha disputato. Noi dobbiamo trovare l'identità come l'anno scorso che ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi importanti”. Per finire una domanda sulla fascia sinistra del campo, Duncan come alternativa? “Io faccio girare i giocatori che credo abbiano le caratteristiche per ricoprire un paio di ruoli. Dobbiamo trovare un'identità in quel ruolo anche se sono contento di chi lo ha ricoperto finora. Mbaye, Lambrughi e Gemiti che al momento non è al top della forma. Duncan è stato provato ma è un ruolo ancora da definire”.
Autore: Chiara Lucchesi / Twitter: @@amaranta.it
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