Livorno - Amaranto vincenti e convincenti, contro il Varese. Il netto successo, di conseguenza, non poteva che comportare voti e valutazioni alte. La prova di forza e lo slancio dimostrato in campo dal Livorno contro il Varese, d'altronde, non poteva che essere sottolineato nel modo dovuto.
Fiorillo. C'è sempre quando ci deve essere. Viene graziato da Martinetti che gli spara sul corpo, forse convinto di essere in fuori gioco. In un altro paio di occasioni mette in corner le conclusioni a rete dei lombardi, e non è mai in difficoltà. Vot: 6,5.
Bernardini. Ordinato e pulito, sempre tempestivo sull'avversario. Si è adattato alla perfezione, come del resto i suoi compagni, alla nuova disposizione difensiva a tre. Voto: 6,5.
Emerson. Semplicemente perfetto. Mette poche pezze, dato che i suoi compagni non sbagliano quasi mai. Riesce a dare una solidità al reparto che non ci ricordavamo da anni. Se gioca concentrato, e non eccede nelle finezze, è un gigante per questo campionato. Voto: 8.
Lambrughi. Gioca abbastanza tranquillo, consapevole che la presenza di Emerson unita alla disposizione a tre gli tolgono parte del peso. In effetti dimostra scioltezza e sicurezza, facendosi superare dall'avversario diretto poche volte. Voto: 6.
Schiattarella. Gioca un primo tempo mostruoso, sempre ad arare la fascia, a rincorrere gli avversari e ad inventare soluzioni. Il doppio dribbling e il cross pennellato che Belingheri mette dentro con un perfetto colpo di testa sono perle rare. Nella ripresa stringe i denti, come tutta la squadra, e limita le incursioni. Voto: 7.
Salviato (dal 41' st). Fa rifiatare il compagno. Senza voto.
Luci. Avesse segnato di tacco, poco dopo il vantaggio di Belingheri, sarebbe venuto giù lo stadio. Poco male, la sua partita è stata ugualmente notevole, verrebbe da dire come al solito: fiato e intelligenza, al servizio dell'amaranto. Voto: 7.
Gentsoglou. Cresce il giovano ellenico, cresce costantemente. Si insedia in cabina di regia e dà un grande contributo facendo circolare la palla in modo non banale. Si fa rispettare nei contrasti, sa far ripartire l'azione rapidamente, e un paio di volte lo fa conquistando palla con una veronica da applauso. Voto: 7.
Belingheri. Piazza una parabola micidiale di testa raccogliendo il gran cross di Schiattarella. Disputa una partita di grande intelligenza tattica riuscendo a muoversi per il campo in modo imprevedibile, senza dimenticare i compiti di interdizione in fase difensiva. Quando è possibile si inserisce all'attacco ed i risultati sono eccellenti: serve a Siligardi il pallone della sicurezza, rinunciando alla doppietta personale. Voto: 7.
Gemiti. Sta più basso di altre volte, cercando di chiudere bene gli spazi agli avversari. Ci riesce bene, anche se c'è meno spinta a sinistra. Voto: 6.
Ceccherini (dal 27' st). Rientro del giovane difensore. Il modulo cambia, con il suo ingresso Nicola passa ad un solido 4-4-2 e il risultato viene mantenuto, anzi consolidato. Voto: 6.
Dionisi. Elogiato pubblicamente dal mister nel dopo gara, unitamente a Paulinho, ed è un fatto inconsueto per Nicola. Il motivo è il lavoro pesante ed oscuro svolto dai due avanti: la fase difensiva inizia dalle loro parti. Questo non impedisce al reatino di rendersi pericoloso un paio di volte, costringendo in un'occasione Bressan ad un bel tuffo per mettere in angolo la sua spingarda. Voto: 7.
Siligardi (dal 27' st). Non stravolge la situazione come ad Ascoli, ma il suo ingresso dà una piccola scossa all'accenno di torpore che stava avvolgendo gli amaranto. Poche cose fatte bene, come l'appoggio in rete del regalo fattogli da Belingheri. Voto: 6,5.
Paulinho. Resta negli occhi un duello con Carrozzieri, il doppio di lui, che vince nettamente prendendogli tempo e posizione e andando via con la palla. Ecco, questo è Paulo Sergio Betanin. Lotta duramente per tutta la partita, alla fine ha il tempo di lanciare in porta Belingheri infilando la difesa biancorossa. Voto: 7,5.
Nicola. Il suo giocattolo funziona. Risponde alle richieste adattandosi prontamente ai cambiamenti, senza tentennare. Nicola, nel dopo gara, ha sottolineato il progresso nella gestione delle difficoltà: nella ripresa, in effetti, il Livorno ha subito ma non ha mai vacillato. Non è riuscito a ripartire sempre, almeno prima dell'ingresso di Siligardi e Ceccherini, ma non ha mai perso le geometrie tra i reparti. Il lavoro del tecnico si vede, eccome se si vede. Meno diciotto all'obiettivo primario. Voto: 8.

 

Sezione: Calcio / Data: Dom 18 novembre 2012 alle 08:10
Autore: Ivano Pozzi
vedi letture