Firenze – Se ne occupa adesso la Corte d’Appello di Firenze della vicenda dei giornalisti livornesi offesi ed aggrediti allo stadio di Pisa ormai più di dieci anni fa. Il direttore di Amaranta.it, Marco Ceccarini, che in quell’occasione venne prima provocato ed offeso, poi colpito da alcuni tifosi locali nelle aree riservate alla stampa, quindi maltrattato da alcuni cronisti locali, ha infatti impugnato l’esisto del Tribunale ordinario, che aveva respinto il ricorso avverso la decisione dell’Ordine dei giornalisti di non sanzionare, neppure in modo simbolico, i giornalisti pisani che, nonostante le aggressioni subite dai colleghi livornesi, ebbero parole e comportamenti offensivi proprio verso quegli sfortunati cronisti che erano giunti dalla vicina Livorno solo per fare il loro lavoro in occasione di un derby calcistico fra neroazzurri ed amaranto. I giornalisti livornesi furono addirittura accusati di aver provocato le offese e le aggressioni di cui in realtà furono vittime. Oltre ad alcune fasi delle aggressioni, tuttavia, anche i comportamenti e le parole offensive dei giornalisti locali vennero riprese e trasmesse in diretta dall’emittente Canale 50. E tali immagini sono state consegnate all’Ordine toscano per motivare la richiesta di sanzione deontologica a carico dei giornalisti pisani. Eppure, nonostante ciò, l’Ordine dei giornalisti ha ritenuto di non sanzionare Cirano Galli, Aldo Orsini ed Antonio Scuglia per i comportamenti tenuti e le affermazioni lesive della dignità personale e professionale che essi, pur con pesi e responsabilità diverse, ebbero in particolare contro il nostro direttore. Ugualmente l’Ordine ha ritenuto di non sanzionare Massimo Marini che, un paio di giorni dopo, nel corso di una trasmissione su Granducato Tv, permise a un telespettatore mai identificato dall’Autorità giudiziaria, tale Maurizio, di insultare ed accusare il dottor Ceccarini, persona peraltro notoriamente pacifica, nascondendosi codardamente dietro l’anonimato. Per tutti questi motivi, ritenendo di aver diritto a giustizia, il dottor Ceccarini ha presentato ricorso in Corte d’Appello contro la sentenza del Tribunale che gli ha negato la possibilità di veder rimandata all’Ordine la vicenda che, suo malgrado, lo riguarda. Inizialmente l’esposto all’Ordine toscano fu firmato anche dalla giornalista Marzia Chiocchi, poi ritiratasi, secondo quanto comunicato verbalmente, in sede ordinistica, dall’allora vicepresidente regionale Gabriella Guidi, oggi consigliera nazionale. L’Ordine dei giornalisti della Toscana, all’epoca dei fatti, era presieduto da Massimo Lucchesi. Come ha sempre voluto sottolineare Ceccarini, sarebbe sciocco ridurre la questione a mero folclore o campanilismo. La ribollente e sana rivalità fra Livorno e Pisa, e le rispettive squadre di calcio, non c’entra nulla. Quanto si consumò quel giorno e nei giorni successivi, infatti, attiene alla superficialità e all’incapacità professionale rispetto al saper gestire un momento critico in cui doveva essere fatta solo una corretta informazione e nient’altro, senza offendere, accusare e giudicare. L’Ordine dei giornalisti non inviò neppure una riga di solidarietà ai due sfortunati giornalisti livornesi.

 

Sezione: Calcio / Data: Gio 07 febbraio 2013 alle 14:48
Autore: Ercole De Santi
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