Livorno - Non tanto il risultato di parità col Toro, che forse è giusto, quanto alcuni episodi che hanno caratterizzato la partita di ieri sera, così come altri che avevano contraddistinto nel recente passato altre partite del Livorno, hanno fatto storcere il naso ad addetti ai lavori e tifosi amaranto, tanto che nella giornata di oggi, sui social network e nei vari forum internet collegati alla tifoseria, in moti hanno protestato, talvolta anche in modo colorito, per denunciare "qualcosa che non va" attorno alla squadra di Nicola.

Dati alla mano, in effetti, i conti non tornano. In dieci partite, difatti, il Livorno si è visto assegnare contro quattro rigori, si è visto espellere ed ammonire una multitudine di giocatori, uno addirittura in virtù della prova televisiva perché ha imprecato, o bestemmiato, dopo un gol sbagliato, mentre in tante occasioni delle situazioni che dovevano portare a qualcosa in favore del Livorno si sono dissolte o addirittura trasformate in episodi sfavorevoli alla squadra amaranto.

La reazione, dunque, corre su internet e nelle piazze reali, oltre che in quelle virtuali. Così abbiamo cercato di far parlare qualche sportivo, qualche addetto ai lavori, in modo da capire umori e stati d'animo dei tifosi del Livorno. Ne abbiamo tratto questa esclusiva.

Il refreain è più o meno il solito. Così come a Verona fu concesso all'Hellas un rigore troppo generoso quando le squadre erano in parità, o con la Sampdoria sono stati dati ai blucerchiati due rigore di cui uno a tempo praticamente scaduto, ieri sera un fallo grosso come una casa su Emeghara si è trasformato in un'ammonizione ai danni del giocatore amaranto e un rigore quasi al novantesimo ha regalato il pareggio al Torino. E più o meno la medesima, in molti casi, è la conclusione. Tutti questi sono campanelli d'allarme di una situazione che non va sottovalutata ma anzi compresa e chiarita perché la squadra, da tutto questo, potrebbe uscirne penalizzata.

Massimo Domenici, presidente del club Rondina, uno dei circoli di tifosi amaranto più numerosi, ad esempio dice: "Certi segnali non devono essere sottovalutati. Il Livorno, come società, ha scelto da tempo la linea soft, il non far polemiche nel nome di un calcio risanato dagli eccessi, ma non tutti la pensano così e soprattutto non sono molti coloro che si comportano come i dirigenti livornesi. Si vedono certi piagnistei in giro! E poi, a volte, incontri degli arbitri che, da come dirigono le partite, ti fanno venire il sospetto che non aspettavano altro che il Livorno per fare lo show di cartellini gialli e rossi o per dare rigore!".

Il problema è che il Livorno, in Serie A, ha sempre dovuto faticare. E forse una società "piccola" come quella di via Indipendenza dovrebbe farsi sentire maggiormente. Questo Domenici lo sostiene con chiarezza: "Giusto che ieri i dirigenti abbiano protestato. Anche il cosiddetto popolo amaranto, secondo me, dovrebbe iniziare a farsi sentire, in modo civile ma fermo". Dopodiché lancia un'idea: "Poiché la Lega calcio si spende molto per affermare un calcio basato sull'etica e sui valori fondanti dello sport, dovrebbe iniziare a punire i club troppo polemici. Sarebbe un modo per far vedere, concretamente, che non si può predicare bene e razzolare male".

Il richiamo alla coerenza viene fatto anche da Giovanni Marino, webmaster di Uslivorno.it, sito di tifosi amaranto. Dice Marino: "Il Livorno non può continuare ad essere la vittima sacrificale. Anche perché, a ben vedere, non c'è solo la partita di ieri. Ha ragione Nicola quando afferma che non bisogna parlare degli arbitri ma degli episodi. Il problema, però, è che di episodi negativi e spiegabili solo con delle grosse disattenzioni arbitrali, ormai, al Livorno sono capitati troppo spesso in questo avvio di torneo". Qualche esempio. L'animatore di Uslivorno.it non ha dubbi: "Il rigore datoci contro per un presunto fallo su Toni a Verona o la squalifica di Siligardi perché qualcuno in televisione lo ha visto smoccolare perché ha sbagliato un gol, così come l'episodio assurdo capitato ieri ad Emeghera, sono tutti episodi che lasciano l'amaro in bocca e molti dubbi".

Alla fine di un campionato, in genere, fortuna e sfortuna, penalizzazioni e favori, si equivalgono. Speriamo sia così anche per il Livorno. Speriamo sia così anche quest'anno. Tuttavia qualcosa bisogna pur fare. Di questo ne è onvinto Valerio Casella, capitano e vicepresidente della Edilcinotti, squadra amatoriale della Lega di calcio a cinque Promosport, che afferma: "Fossi un dirigente del Livorno inizierei a farmi sentire in Lega calcio. Troppi indizi fanno una prova e non vorrei che il Livorno fosse un po' troppo vista come una delle squadre candidate alla retrocessione. Se deve perdere la categoria, che ciò avvenga sportivamente sul campo, non a suon di decisioni cervellotiche". E la chiosa: "Capisco che la linea della società sia quella della serietà e dell'evitare le inutili polemiche. Ma attenzione perché in Italia, purtroppo, chi sta zitto non viene visto come equilibrato e non polemico, bensì come consenziente e senza attributi, per cui ci si accanisce contro".

 

 

Sezione: Calcio / Data: Gio 31 ottobre 2013 alle 21:46
Autore: Fabio Cimini / Twitter: @redazione@amaranta.it
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