Livorno - Mamma mia che risveglio! Dopo la vittoria di Parma ci stavamo crogiolando con una classifica che dava il Livorno a +6 sulla "zona rossa" ed ecco la seconda scoppola consecutiva fuori casa per merito di "Acciuga" Allegri e del suo Cagliari che ci surclassa senza tanti complimenti. In classifica poco è cambiato, visto che il margine di sicurezza è sceso di un solo punto, ma c'è da vedere se gli exploit di Bologna ed Atalanta (ma anche il pari del Catania a Marassi) sono stati un episodio o se dietro si comincia a fare sul serio.
La sconfitta può però essere benefica se chi di dovere capisce che Cosmi non chiede rinforzi di qualità per fargli un dispetto o per il gusto di farlo spendere. Ovviamente ci riferiamo a "sciù" Aldo, il cui silenzio sul mercato è durato quanto un gatto in autostrada: gli sono bastati tre giorni per riprendere a fare nomi in entrata ed in uscita ed a dare nuova linfa alla caccia a Candreva. Andiamo però per ordine: le tre pappine sarde hanno riportato tutti sulla terra, confermando anzi ciò che già si sapeva sulle lacune della squadra con l'aggiunta di un'altra: fasce, attacco e ora anche la difesa che con l'uscita di Miglionico ha preso otto reti in tre gare, tanto che da essere la sesta del torneo, adesso è la sest'ultima. Chi se lo sarebbe aspettato che l'ex Piacenza e Samp risultasse così decisivo nella compattezza della retroguardia? Lui, che l'anno scorso veniva messo all'indice per qualche amnesia di troppo? Eppure i dati sono incontrovertibili e la società dovrà muoversi anche in questa direzione. Fasce: in attesa di sapere in che condizioni tornerà Pieri, Vitale accusa lacune pesanti sia in proposizione, sia in fase difensiva, mentre Raimondi pare aver già perso quel minimo di spinta propulsiva messa in mostra contro Doria e Parma. Anche l'attacco è tornato quello di un mese e mezzo fa, prima di riuscire a fare sette reti in quattro gare che forse avevano illuso un po'.
Mentre scriviamo sono uscite notizie che vorrebbero il Livorno ad un passo da Bellucci ed una dichiarazione del presidente dove afferma che è intenzionato a chiedere per Candreva Giovinco alla Juve e Zapater al Genoa. E comunque una buona parte della strategia amaranto in queste due ultime settimane di mercato gira intorno al centrocampista. Dietro di lui ci sarebbe la fila: bianconeri, rossoblu, Sampdoria (che però ieri si è tirata fuori), Inter, Fiorentina e, se dovesse partire D'Agostino, anche un ritorno diretto per Udine. La qualità del giocatore non si discute, ma oggettivamente da un paio di mesi sono più le prove steccate che quelle andate per il verso giusto. Pensieri di mercato? Scarso feeling con Cosmi? La sua esclusione nelle ultime due partite farebbe pensare ad una scelta definitiva per il 3-5-2. Economicamente poi la cessione di Candreva frutterebbe molto di più ora che a giugno, quando la possibilità del controriscatto dei friulani porterebbe nelle casse di via Indipendenza circa 100mila euro, ma Spinelli si è visto che chiede anche rinforzi. Attenzione però, perché il tempo sta volando e onestamente ci aspettavamo che almeno un paio di colpi fossero già stati piazzati. Non nomi eccellenti (Suazo, Datolo...), ma degli onesti e normali giocatori, che poi sono quelli che servono a questa squadra per salvarsi in relativa tranquillità. Dopo la figuraccia di sabato, non si può più attendere.
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