Livorno – Il 2013 è un anno che sarà sicuramente ricordato. Dopo la sconfitta interna contro l’Udinese il Livorno è scivolato ancora di più in classifica, ma la promozione ottenuta solo sei mesi fa non può essere dimenticata. Che sarebbe stato un campionato difficile, si sapeva dall’inizio. Nicola ha ripreso per mano i suoi ragazzi, cercando di fargli trovare la giusta strada anche nella massima serie. Dopo diciassette giornate gli amaranto si trovano penultimi a soli due punti dalla salvezza. L’ambiente sembra essere demoralizzato, ma ci sono dei precedenti che possono far sperare. Nelle stagioni 2007-08 e 2008-09 il Cagliari, prima di Ballardini e poi di Allegri, riuscì nell’impresa di centrare la salvezza dopo aver chiuso il girone di andata con 10 punti. Naturalmente serviranno degli innesti di esperienza nel mercato di riparazione, acquisti giusti che abbiano la voglia di provare a centrare un secondo miracolo, dopo quello compiuto lo scorso anno. Nelle ultime due tristi stagioni in Serie A il Livorno chiuse l’andata con un bel bottino, entrambe le volte superiore ai 20 punti, ma tutti sappiamo come andò a finire. Le altre squadre continuano a soffrire esattamente come Paulinho e compagni, e il campionato sembra poter dare ancora speranza a tutte le squadre coinvolte nei bassi fondi. Bisogna trovare però una soluzione alle ultime prestazioni offerte dalla squadra che alcune volte sembra non esserci con la testa, altre volte regala un tempo agli avversari, venendo poi punita con la sconfitta. Se c’è una cosa che va spesso a sfavore della squadra è che alla prima occasione concessa gli avversari, questi segnano. Il Livorno poi non è fortunato e queste prime diciassette partite l’hanno confermato. Le altre squadre fanno molti gol anche nel recupero, al Livorno è invece capitato di trovarsi in vantaggio e di vedersi fischiare un rigore contro a tempo praticamente scaduto. Le squadre che devono affrontare gli amaranto, inoltre, arrivano sempre alla partita con il coltello tra i denti e l’acqua alla gola, cosa non da poco. Gli arbitraggi non sono quasi mai favorevoli. Un aspetto, questa, che ci caratterizza e danneggia. In ogni caso, tutto quello che abbiamo conquistato, lo abbiamo sempre fatto solo e soltanto con le nostre forze, con i nostri sforzi, senza l’aiuto di nessuno, tantomeno degli arbitri. Sabato i ragazzi hanno fatto vedere di saper reagire all’iniziale svantaggio, attaccando con la giusta voglia e determinazione alla ricerca del pari, per poi sparire inspiegabilmente nella ripresa. Una sconfitta non gradita dal presidente Spinelli che ha lasciato lo stadio molto amareggiato e ha minacciato di lasciare la guida della società a fine campionato. Parole che si spera siano solo il risultato di uno sfogo, dopo l’amarezza dell’ennesima sconfitta e la contestazione subita. Certo è che i tifosi del Livorno avrebbero voluto passare il Natale in un altro modo e non con queste dichiarazioni del numero uno amaranto, che tuttavia rimane il presidente che ha portato il Livorno più alto dal quasi scudetto del 1942-43 ad oggi. Ora che il momento non è dei più facili, tutti lo sanno, tifosi e semplici sportivi amaranto, perciò tutti devono restare tutti uniti e remare dalla stessa parte, perché tutto è ancora aperto e la salvezza in campionato è ancora alla portata di questa squadra. L’importate è crederci sempre, fino a quando la matematica non condannerà capitan Luci e compagni. Perché il Livorno non è squadra che molla e tantomeno lo farà quest’anno. C’è un centenario da festeggiare e farlo in Serie A sarebbe un bel regalo che tutti, Spinelli per primo, squadra e società, vogliono regalare ai tifosi e alla città.
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