Livorno – Sconfitta interna, gara giocata a lunghi tratti nella propria metà campo, dunque voti bassi. O meglio, non alti. Ma neanche tutte insufficienze. Le valutazioni, anzi, non sono complessivamente caratterizzate da piene insufficienza, tranne che in un caso o due, un po’ perché il Verona si è dimostrato più forte, un po’ perché il Livorno si è comunque impegnato. Quello che occorre valutare, in casi come questi, è la prova dei giocatori amaranto alla luce delle contingenze di una gara proibitiva.

Fiorillo. Ottimo nel primo tempo, nella ripresa subisce due gol. Sul primo, arrivato su colpo di testa ravvicinato, non ha colpe. Sul secondo, su tiro angolato ma non irresistibile, avrebbe invece potuto fare qualcosa di più. Nel complesso, però, una prova positiva. Voto: 6,5.

Ceccherini. E’ la sorpresa di questo avvio di campionato. Dimostra di avere la giusta dose di faccia tosta ma anche di umiltà. Ha voglia di imparare. Non sbaglia quasi niente, gioca con freddezza, il ruolo di laterale destro ormai può dirsi suo. Voto: 7.

Bernardini. Fa buona guardia su Cacia, che però una volta gli sfugge lo castiga. Ma per il resto della gara gioca con autorevolezza. Si sta confermando come un perno della difesa. Voto: 6,5.

Lambrughi. Pochi errori, ma uno è fatale. E’ in ritardo nel coprire la posizione lasciata da Bernardini, così Cacia brucia tutti e segna la prima rete, quella che risulterà decisiva. Nel resto della gara, alti e bassi. Voto: 5,5.

Gemiti. Nel primo tempo tiene la posizione senza spingere. Nella ripresa ci prova qualche volta e da un suo cross nasce un’occasione d’oro che Salviato, però, non finalizza, mandando la palla sul palo. Dovrebbe avere maggiore continuità. Voto: 6.
Piccolo (38’ st). Quando entra, ormai la beffa è subita. Cerca di impegnarsi, ma la gara, con lui in campo, non cambia volto. Si impegna, fa vedere che vorrebbe fare. Ma è troppo poco il tempo per avere un giudizio vero e proprio. Senza voto.

Luci. Come al solito è inesauribile a centrocampo, ha fiato da vendere, però non riesce ad opporsi alla ragnatela costruita a centrocampo dai giocatori del Verone e va in confusione. Ci mette però impegno. Voto: 6.

Emerson. Gioca senza la solita brillantezza ma è infortunato, tanto che esce all’inizio del secondo tempo, zoppicante. Voto: 5,5.

Gentsoglou (6’ st). Perde due o tre palloni in modo banale, errori non da poco. Poi, con il passare del tempo, il suo rendimento aumenta, e ci mancherebbe, ma deve migliorare se vuole ritagliarsi un posto più o meno stabile in prima squadra. Voto: 5.

Belingheri. Inizia come si deve, braccando gli avversari per prendere palloni ed impostare il gioco, poi si spegne poco a poco e qualche pallone di troppo, invece di recuperarlo, lo perde. Poca concretezza. Voto: 4,5.

Salviato (21’ st). Commette un errore assoluto in piena fase difensiva, forse perché ancora freddo, con il risultato che sbilancia tutta la retroguardia e apre la strada al primo gol del Verona. C’è poi anche l’errore in attacco, cioè il palo colto davanti allo specchio della porta, su assist di Gemiti. Per lui, contro il Verona, una giornata decisamente storta. Voto: 4.

Schiattarella. Generoso come sempre, sette polmoni e mezzo, ma poco lucido in diverse occasioni. Sbaglia anche qualche passaggio di troppo. Voto: 5,5.

Dionisi. Per lungo tempo fa il centrocampista aggiunto, arretrando perfino in difesa per recuperar palloni. Ma dimostra poca lucidità, anche perché braccato dai difensori avversari, quando occorre finalizzare. E’ comunque da elogiare per l’impegno profuso. Voto: 6.

Paulinho. Per lungo tempo si sforza di tenere più alta possibile, praticamente da solo, la linea offensiva della squadra amaranto. Riceve solo dei palloni lunghi non facili da gestire. La situazione cambia dopo la rete di Cacia. I palloni allora iniziano ad arrivare e lui fa valere tutto il suo repertorio. Segna un gol che a molti è parso buono, cade a terra per rigore che sembrava assegnabile, dimostrando di essere anche poco fortunato. Voto: 6,5.

Nicola. Il Livorno subisce, arretra, lascia il campo agli avversari, che si dimostrano più forti. Al di là del punteggio, zero a due, il Livorno subisce più contro il Verona, sul piano del gioco, che contro lo Spezia, quando di gol ne prese addirittura cinque segnandone uno solo. Nell’approccio alla gara c’è chiaramente lo “zampino” del mister. E fino alla rete, tutto sommato, dimostra di aver ragione perché il Verona fa girare la sfera ma affonda poco. Voto: 6.

 

 

Sezione: Calcio / Data: Dom 21 ottobre 2012 alle 09:04
Autore: Marco Ceccarini
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