Livorno - “Passato, presente, futuro”. Dopo la presentazione dei nuovi acquisti della sessione invernale di mercato, questa scritta è apparsa sui social dell’Unione Sportiva Livorno. Dal passato, verso il quale un Andrea Luci con gli occhi brillanti per questo secondo ritorno ha preferito non guardare, ad un presente che passa tra le mani del piombinese e di un pilastro portatore di esperienza e qualità come Michele Russo. Poi il futuro, nella giornata di ieri rappresentato dai giovani innesti Panebianco e Petronelli, che hanno sposato la maglia amaranto anche grazie alla lungimirante prospettiva che la società ha disegnato davanti ai loro occhi.
Da troppo tempo nei pressi della sala stampa dell’Armando Picchi non si respirava un’aria capace di conferire entusiasmo e stabilità allo stesso modo. Causa, senza dubbio, del passato che il capitano amaranto ha deciso di non spolverare. Almeno, quello recente. La storia del Livorno però è molto di più, se lo sguardo va a posarsi su dei tramonti ormai lontani. Proprio quei tramonti infatti hanno permesso alla nuova società di salvare il salvabile ricostruendo dalle fondamenta un’armonia che, per altri, sarebbe scivolata pian piano nell’oscurità.
Prima di dare la parola alla dirigenza per presentare i giocatori, l’addetto stampa della Vecchia Unione, Gianni Tacchi, ha annunciato l’organizzazione di una piccola esposizione per onorare i 107 anni della squadra amaranto. L’evento sarà di quattro giorni e si terrà per metà febbraio al Parco Levante. Sarà possibile passeggiare tra la storia del Livorno e maglie amaranto che di quella storia ne sono state i simboli. Ovviamente maggiori dettagli saranno forniti nei prossimi giorni.
Dopo gli ultimi anni, dove l’unico sentimento che aleggiava tra tifosi e società era l'indifferenza, la nuova società, come ha già dimostrato dall’inizio, punta a ristabilire un legame forte che possa diventare un pezzo unico costituito da squadra e tifoseria. Operazione che, almeno fino ad adesso, sta funzionando. Consapevoli di quali eventi rispolverare, è giusto che le luci dei vecchi tramonti possano essere conservate, per ricordare che, nonostante tutto, il Livorno resta, sempre.
Autore: Jacopo Morelli / Twitter: @amarantanews
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