Rosignano Marittimo – Tre doppiette (Samuel Di Carmine, Jacopo Marinari e Tommaso Mancini) e tre marcature singole (Tommaso Arrigoni, Manuele Malotti e Luca Alberto Calabrò) consentono al Livorno di mister Cristiano Lucarelli di espugnare lo Stadio Ernesto Solvay con il punteggio di 0 a 9 e di aggiudicarsi la terza edizione del Memorial Mauro Filucchi, il primo in ordine di tempo a disputarsi dopo la morte di Igor Protti.

Nel presentarsi ai microfoni e ai taccuini dei colleghi accorsi a Rosignano per vedere l’ultima amichevole precampionato dell’estate amaranto, il tecnico ex Catania e Ternana esordisce così: “Alla luce dell’acquazzone di inizio gara, ciò che più contava oggi era cercare di non farsi male e di non perdere nessun calciatore in vista dell’esordio in campionato di lunedì contro la Torres: a partire dal momento in cui è smesso di piovere, tra le altre cose, i ragazzi si sono un po' sciolti perché, fino ad allora, avevano avuto paura di farsi male e – sia nel primo tempo sia nel secondo tempo – sono venute fuori delle belle trame di gioco, il che è molto importante perché vuol dire che, anche cambiando gli uomini in campo, la squadra mantiene la propria identità e le proprie idee”.

“Dispiace per quanto è accaduto in seguito alla partita contro la Reggiana di sabato sera sia per noi sia per i tifosi, perché tenevamo in maniera particolare ad andare avanti in quella competizione, ma siamo chiamati a fare i conti con la realtà e vedremo quello che succederà – riflette Lucarelli, alla sua seconda esperienza sulla panchina del Livorno – nel frattempo, la testa deve andare alla partita che disputeremo contro la Torres: dal mio punto di vista, non si tratterà assolutamente di una partita facile sia perché la squadra sarda è allenata da quattro cinque-anni dallo stesso allenatore (mister Alfonso Greco, ndr) sia perché ha portato avanti la preparazione con tutti gli effettivi differentemente da noi che, avendo interrotto ogni tipo di attività già il 28 aprile, abbiamo iniziato la preparazione il 18 luglio, in parte, con alcuni reduci della scorsa stagione, e, in parte, con calciatori che si sono aggiunti via via alla spicciolata; è evidente che un po’ più di ruggine del solito si sia vista e si sia sentita in tutto il precampionato e che la nostra incognita principale, in questo momento, sia rappresentata dalla condizione fisica”.

“Quanto ai giocatori che avete visto oggi in campo e che conoscevate meno o non conoscevate affatto – ha tenuto a precisare Lucarelli – posso dire che Chaihane Badoro è già dei nostri e verrà sicuramente tesserato: si tratta di un ragazzo di talento, classe 2008 e capace di farsi apprezzare in tanti ruoli, che rappresenta sicuramente un prospetto interessante e un investimento per il futuro; su Daouda Peeters, invece, compiremo delle ulteriori valutazioni nei prossimi due giorni (comunque prima della partita di lunedì contro la Torres, ndr)– e decideremo se tesserarlo oppure no anche in base a ciò che ci offre il mercato”.

“La rosa a mia disposizione è attualmente formata da venti giocatori – che possono diventare ventuno includendo Peeters – a cui devono aggiungersi Badoro, una volta che sarà tesserato, e i tre elementi nati dopo l’01.01.2004 che abbiano almeno un biennio di formazione nell’U.S. Livorno 1915 o nell’A.S. Livorno 1915 (Nicolae Danko Ciobanu, Marinari e Filippo Tani): è evidente che la qualità dei due-tre elementi che ancora arriveranno molto dirà in merito alle possibilità che avrà questa squadra di disputare un campionato tranquillo o di andare a cercare qualcosa che, radunandoci il giorno 18 del mese scorso, nessuno di noi poteva immaginare; teoricamente, potremo ragionare – ed è una cosa che, in parte, abbiamo già fatto - sull'ingaggio di un eventuale ventiquattresimo giocatore, ossia di un giocatore che si alleni con noi e che, in caso di infortunio occorso a uno dei ventitré componenti della rosa, sia pronto all’uso e sia in grado di fare al caso nostro”.

A guardare da fuori, si conferma la tendenza da parte di mister Lucarelli a schierare quattro giocatori di piede destro sulle due fasce, due a destra (Davide Gentile e Malotti) e due a sinistra (Samuele Regazzetti e Christ Jesus Mawete): “Premesso che amo impiegare, come esterni alti, giocatori che abbiano il piede invertito in confronto alla rispettiva fascia di competenza - e che Malotti è un calciatore di piede sinistro schierato a destra e non un calciatore di piede destro schierato a destra - la scelta di impiegare due calciatori di piede destro sulla corsia di sinistra risponde a una necessità - e non a una provocazione – perché i terzini sinistri di cui dispongo attualmente sono stati alle prese con altrettanti problemi fisici: Nicola Falasco ha avuto più di un contrattempo muscolare nel corso dell’ultima settimana e, anche alla luce dell’impiego avuto ieri in occasione dell’allenamento congiunto con il Castiglioncello, ho preferito non rischiarlo dall’inizio; Alessio Rizza, invece, si è infortunato già al secondo giorno di ritiro e tornava oggi dopo tanto tempo in cui non era stato a disposizione per scendere in campo”.

“Quanto a Mawete – ha concluso Lucarelli - posso dire che si tratta di una pedina tatticamente molto importante perché è un elemento che, in assoluto, lega i reparti in un periodo della stagione in cui le squadre che giocano con il 4-2-3-1 tendono a sfilacciarsi: Mawete, invece, è importante perché lega il centrocampo all’attacco quando la squadra attacca e lega il centrocampo alla difesa quando la squadra difende, potendo fare anche il quinto difensore".

Sezione: Calcio / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 14:52
Autore: Gianluca Andreuccetti
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