Livorno – Prima sconfitta stagionale per il San Donato Tavarnelle di mister Marco Brachi che, dopo essere subentrato a mister Lorenzo Collacchioni in seguito alla sconfitta interna patita dai gialloblù contro la Sangiovannese (1 a 2 il risultato finale) alla ventitreesima giornata di campionato, aveva raccolto fin qui due vittorie interne (contro Poggibonsi e Ghiviborgo), unitamente a due pareggi esterni (contro Mobilieri Ponsacco e Real Forte Querceta).
Al termine dell’incontro, il sessantunenne tecnico nativo di Pontassieve ha raccontato l’andamento della gara odierna nel modo seguente: “Merito al Livorno per aver vinto: ma, senza nulla togliere ai meriti degli amaranto, non puoi permetterti di venire a giocare qui, avere tre palle gol, colpire un palo e non segnare neanche una rete. Personalmente, immaginavo che la partita potesse decidersi su un episodio e pensavo che potesse trattarsi di un calcio piazzato o di un calcio d’angolo: invece, la partita è stata decisa da un calcio di rigore. Sul pallone conteso da Tenkorang erano presenti tre nostri giocatori e sarebbe stato bene evitare di commettere fallo: non so se il rigore fosse da fischiare oppure no, però è stato bravo il giocatore del Livorno a cercarlo e a conquistarlo”.
Il tecnico del San Donato Tavarnelle esprime il proprio rammarico per una partita che si sarebbe potuta disputare davanti a una cornice di pubblico importante: “È sempre bello giocare queste partite perché si tratta di partite importanti disputate in stadi importanti e al cospetto di una cornice di pubblico di tutto rispetto, anche se va detto che la maglia del Livorno è una maglia che pesa e il grande pubblico può spesso rivelarsi un’arma a doppio taglio: dal canto nostro, mi sento di dire che la presenza di un grande pubblico avrebbe potuto caricarci e agevolarci nel realizzare un’impresa importante, ma così non è stato”.
Sul prosieguo del campionato, che vede il San Donato Tavarnelle con un margine di 9 punti sulla zona playout e con una partita in più, Brachi ha le idee chiare: “Bisogna sempre pensare a non farsi risucchiare ma, per la maniera in cui sono fatto io, penso più a superare il maggior numero di possibile di squadre che ci precedono invece che a tenere a bada chi è dietro di noi: guardo sempre il bicchiere mezzo pieno e credo fermamente che il nostro obiettivo debba essere quello di archiviare la salvezza molto rapidamente e di disputare le partite che ci restano senza patemi, considerando che ci aspettano comunque impegni importanti perché siamo attesi da Pianese e Orvietana (entrambe le partite si giocheranno sul terreno amico dello stadio “Leonardo Pianigiani” di Barberino Tavarnelle, ndr).
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