Livorno – Vittoria meritata, limoida, cristallina, perv il Livorno, ieri sera, sul Brescia. E voti alti, com’è giusto che sia in questi casi, per i giocatori amaranto, compreso l’allenatore Nicola.
Fiorillo. All’alba della partita fa la parata più importante del campionato, respingendo il tiro ravvicinato di Scaglia che aveva approfittato dell’errore di Emerson. L’intervento carica a mille lui e i suoi compagni, restituisce fiducia al Muro e deprime le rondinelle. Se avesse preso goal, il mondo sarebbe cambiato, invece è stata toda gioia. Voto: 8.
Bernardini. Tranquillo e olimpico, la vicinanza del Muro gli ha giovato anche nell’atteggiamento in campo, oltre che nella sicurezza nei suoi mezzi. Lascia agli avversari meno del minimo. Voto: 7,5.
Emerson. I campioni, come gli amici, si vedono nelle difficoltà. Il suo errore di confidenza, sempre in agguato dato il suo stile, avrebbe potuto incrinare le certezze di tutti ma, per fortuna, il Falco ci ha messo una pezza. L’episodio ha l’effetto di una trasfusione di adrenalina per tutti, Muro compreso, e il Brescia viene lettteralmente annichilito. Al brasiliano va buona parte del merito in occasione del secondo goal, grazie al suo siluro da fuori area che Arcari non trattiene e Belingheri ringrazia. Voto: 8.
Ceccherini. Bello, bello, bello. Magari anche esteticamente, ma non intendevamo questo. E’ bello vedere un giovane lanciato verso una solida carriera da professionista. Certi suoi interventi meravigliano per sicurezza e linearità, il suo senso della posizione è perfetto. Voto: 7,5.
Decarli (42’ st). Stavolta la panca è toccata a lui, e non fa una piega. Senza voto
Schiattarella. Commovente. Avrà fatto due maratone, senza perdere lucidità. Esegue alla perfezione tutti i movimenti dell’ala e del terzino, il Livorno gioca praticamente in dodici, anzi in tredici contando il pubblico. I passaggi sbagliati saranno stati due al massimo, partecipa alla maggior parte delle azioni con una sapienza tattica eccellente. Voto: 8,5.
Luci. Spazza via gli avversari anticipandoli sempre, infilandosi negli spazi con agilità e decisione. Contende palloni agli avversari fino all’ultimo minuto, senza dar segni di stanchezza. Il capitano è il Capitano. Voto: 8,5.
Duncan. Tarantolato ma correttissimo, i pari ruolo bresciani se lo ricorderanno a lungo. Come sempre copre una grande zona di campo, adattandosi perfettamente ad ogni avversario. Voto: 8.
Lambrughi. Spinge con decisione solo nella ripresa, quando le rondinelle danno il tutto per tutto e gli spazi aumentano, ma per tutta la gara fa egregiamente da muro chiudendo la sua fascia. Voto: 7.
Belingheri. Killer senza pietà. La sua sapienza tattica lo fa sempre essere al posto giusto nel momento giusto: approfitta delle prese deficitarie di Arcari infilandolo per due volte e mettendo in ghiaccio la vittoria nella semifinale per la prima lettera dell’alfabeto. Spettacolare. Voto: 9.
Dell’Agnello (44’ st). Spiccioli di gara per il giovane labronico. Senza voto.
Dionisi. Spalla di grande livello nel primo goal, quando spara una bomba dall’angolo sinistro dell’area che Arcari respinge male. Lead role nel terzo, quando addomestica la palla impazzita nella mischia e infila il portiere sottomisura. Condisce tutto questo con una partita di eccezionale generosità. Voto: 8,5.
Salviato (38’ st). Contribuisce con la sua vigoria fisica. Senza voto.
Paulinho. Il meno in evidenza degli amaranto. Soffre un po’ gli spazi ingolfati, infatti va meglio nella ripresa quando sfodera due o tre accelerazioni delle sue e punta la porta, andandoci vicino. Buono come assist man. Paolo, tieni i colpi in caldo ... Voto: 6,5.
Nicola. Non ci sono parole. E’ un privilegio averlo avuto con noi, ci ha saputo trasmettere serenità e competenza, dando un’immagine positiva e di grande spessore. Grazie, Mister: ultimo chilometro... Voto: 9.
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