Livorno - Il Livorno inizia il 2011 come meglio non poteva, conquistando a Frosinone la quinta vittoria esterna del campionato. I voti dei singoli sono lo specchio di una partita di grande sostanza.
De Lucia. In avvio di gara poteva forse scegliere una soluzione diversa rispetto all'entrata a gamba tesa per anticipare Santoruvo, che l'arbitro trasforma in una pericolosa punizione a due in area. Per il resto svolge con diligenza il lavoro di ordinaria amministrazione. Voto 6.
Perticone. Nella prima mezz'ora gioca addirittura più avanzato di Surraco, a testimonianza che sta metabolizzando sempre di più il ruolo di esterno destro. In difesa non va quasi mai in sofferenza, a parte su un paio di dribbling del neo-entrato Sansone. Voto 6,5.
Miglionico. Il duo d'attacco del Frosinone, composto da Santoruvo e Stellone, non è male per la categoria. Eppure fanno entrambi la figura dei pivellini, l'uruguagio li sovrasta sistematicamente sia di testa che in anticipo. Voto 7.
Knezevic. Vale lo stesso discorso fatto per Miglionico. Qunado sta bene fisicamente e rimane concentrato, il croato è senza dubbio un lusso per la serie B. Ha ragione Pillon ad opporsi fermamente alla sua cessione.Voto 7.
Lambrughi. Supera per la prima volta la metà campo al minuto n.22 del primo tempo. Segno evidente che il Livorno attacca prevalentemente a destra e che la sua è una partita quasi esclusivamente di contenimento. Il fantasma di Lodi, davvero l'ombra del bel giocatore ammirato ad Empoli, non gli crea il benchè minimo problema.
Luci. In mezzo al campo dà una sostanza incredibile. Lavora un gran numero di palloni e va anche al tiro pericolosamente nel primo tempo. Se non ci fosse andrebbe inventato, ma per fortuna c'è e ce lo teniamo stretto. Voto 7.
Iori. I compagni lo cercano e lui si fa sempre trovare. Magari non fornisce assist illuminanti, ma quando ha la palla tra i piedi è come se fosse in cassaforte. Negli ultimi 20 minuti congela il gioco, tenendo il Frosinone lontano dall'area amaranto e senza mai far soffrire i propri difensori. Voto 7.
Surraco. Meno appariscente di altre volte, macina comunque chilometri sulla fascia destra, integrandosi bene con Perticone, e conquistando la solita quantità industriale di falli e conseguenti punizioni. Sui tiri dalla bandierina cerca sistematicamente il primo palo, magari non sarebbe male se qualche volta provasse ad alzare un po' di più la parabola. Voto 6,5.
Schiattarella. Dal punto di vista tattico è una pedina preziosa, perchè aiuta i centrocampisti e contribuisce a far ripartire l'azione. I continui andirivieni sulla fascia sinistra fanno passare in secondo piano qualche errore di troppo negli appoggi. Voto 6,5.
Tavano. Sbaglia un gol a tu per tu con il portiere, ma l'assist per Dionisi, quando si era ancora sullo 0-0, e soprattutto la rete che mette il sigillo alla vittoria, sono gesti tecnici da palcoscenici superiori. A cederlo a gennaio pensiamoci bene, e poi... non facciamone di nulla. Voto 7.
Dionisi. Il gol che si divora sullo 0-0 dimostra che sotto porta deve imparare ad essere più cinico. Poi però si riscatta subito dopo, facendosi trovare al punto giusto al momento giusto sulla paperaccia di Frattali che dà il là alla vittoria amaranto. Completa la sua partita con tanto movimento ed una buona intesa con Tavano. Voto 6,5.
Prutsch. Pillon lo butta nella mischia un po' a sorpresa a metà secondo tempo, piazzandolo a destra al posto di Surraco. L'austriaco lo ripaga conquistando palloni e punizioni. Voto 6,5.
Pagano e Barusso. In campo solo pochi minuti, quando ormai i tre punti sono già al sicuro. Senza voto.
Pillon. Quando una squadra si presenta in campo concentrata ed in ottime condizioni psico-fisiche, dopo quasi un mese e con le vacanze natalizie in mezzo, vuol dire che il lavoro del mister è stato egregio. Ha una sua idea di formazione e di impianto tattico e vi rimane fedele fino in fondo. Bravo. Voto 7.
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