Bari - Se la Procura di Cremona ha aperto un’indagine sul presunto giro di scommesse illegali relative in via prioritaria ai campionati di Serie B e Lega Pro, a Bari potrebbe entro breve scoppiare un altro scandalo, con interessate soprattutto partite di Serie A e della Coppa Italia. La Procura barese, infatti, da mesi fa ha avviato un’inchiesta simile a quella cremonese, e con punti di contatto con essa, per indagare su partite di maggior rilievo calcistico. A sostenerlo è il Corriere del Mezzogiorno, secondo cui della vicenda si sta occupando il procuratore Antonio Laudati di Bari, che non a caso avrebbe già chiesto ai suoi colleghi di Cremona la trasmissione degli atti.
A far scattare le indagini baresi è stata la presentazione di un esposto da parte di Skysport 365 a seguito di un risultato sospetto che, secondo l’agenzia di bookmaker, la stessa che ha collaborato con la Magistratura cremonese, si sarebbe verificato in occasione della gara di Coppa fra il Bari e il Livorno del 1° dicembre 2010, quando i biancorossi si imposero sugli amaranto per 4 a 1.
Quel 1° dicembre il Bari era in coda alla Serie A a causa di un attacco sterile e di una difesa assai fragile. Ma allo stadio San Nicola, contro il Livorno, andò in rete ben quattro volte. E’ vero che la squadra amaranto, militante in Serie B, in Puglia si presentò in formazione rimaneggiata. Ma è anche vero che, in quel momento, la formazione allora allenata da Bepi Pillon era ai vertici della Cadetteria e sperava di tornare nel massimo campionato. Il risultato, dunque, destò un po’ di stupore. Ma sorpresa destò, soprattutto, il numero di scommesse, ben oltre la media, che Skysport 365 dovette registrare sul risultato, tanto sopra la media che decise di presentare un dettagliato esposto alla Procura di Treviso, che però, dopo qualche giorno, trasferirì gli atti a quella di Bari per competenza territoriale.
Ma cosa era accaduto? Secondo il Corriere del Mezzogiorno, dopo una settimana di giocate ritenute "normali", era accaduto che il giorno della gara, tra le 12.30 e le 13.30, i responsabili dell’agenzia notarono qualcosa di strano. C’era stato infatti un improvviso quanto sospetto boom di puntate sulla larga vittoria del Bari. Le scommesse si concentravano soprattutto in Toscana, in particolare in un paio di agenzie del Livornese, dove di solito si registrano giocate medie o addirittura basse. In quell’occasione, a ridosso del match, si accumularono invece circa 2 milioni di euro di puntate e, anomalia nell’anomalia, la stragrande maggioranza degli scommettitori puntò proprio sul 4 a 1 per il Bari, oltre che sul più facile "over", cioè il risultato finale con più di due gol di scarto.
Una sfida come quella fra Bari e Livorno di Coppa Italia, in genere, non raccoglie scommesse, in media, per più di 300 o 400 mila euro. Invece in quell’occasione si era arrivati a circa 2 milioni e per di più, in molti casi, con la giocata proprio sul 4 a 1 a favore del Bari. Motivo per cui il bookmaker fece scattare i suoi sistemi di protezione, cioè abbassò immediatemente le quote ed etichettò la sfida del San Nicola come "gara sospetta aperta solo alle multiple" e inviò il citato esposto alla Procura di Treviso che, come detto, ha poi girato l’incartamento a Bari, dove tuttora è in corso l’inchiesta penale che, ormai, sarebbe ben oltre la sfida di Coppa del San Nicola.
La Procura sportiva della Federcalcio, sul caso in questione, ha già ascoltato due tesserati del Livorno e non è escluso che farà altrettanto con alcuni giocatori pugliesi. Ma quello che più inquieta è che, dietro i risultati "aggiustati", stando ad alcune indiscrezioni, ci sarebbe l’ombra della malavita organizzata che avrebbe individuato nel calcio scommesse un nuovo canale di approvvigionamento per le sue illecite attività. Una prospettiva che, se confermata, farebbe ulteriormente male al mondo del calcio.
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