Livorno – “Se non credessi nella salvezza, probabilmente, non avrei accettato. Credo nella possibilità di dare alla squadra le giuste migliorie che le servono per lottare e salvarsi. Troveremo il modo giusto per fare punti. La situazione la conosco bene, è sotto gli occhi di tutti, però mancano undici partite e ci sono tante possibilità per risalire e mostrare di che pasta siamo fatti. Questo è il momento di dimostrare di che pasta siamo fatti. Undici partite, trentatré punti a disposizione, dobbiamo dare il massimo di gara e in gara e dimostrare tutti, io personalmente ma anche i ragazzi, che siamo da Livorno”.
Così si è espresso il nuovo allenatore del Livorno, Marco Amelia, nel corso della prima conferenza stampa che ha svolto, in streaming, in qualità di tecnico della formazione amaranto.
In merito al suo arrivo, o meglio al ritorno dato che del Livorno il neo allenatore è stato a lungo il portiere, Amelia ha precisato: “Le sensazioni sono buone, molto buone, anche se in questi pochi giorni, chiaramente, ho potuto lavorare quasi esclusivamente sull'aspetto psicologico e non su quello tecnico o tattico. La squadra, però, si è messa a disposizione con grande applicazione. Negli allenamenti vi è stata tanta intensità ed i ragazzi non vedono l'ora di scendere in campo. Sappiamo che il momento è delicato. So di poter contare sui ragazzi per andare a battagliare in ogni partita”.
Amelia non vuole che le vicende societarie possano influire sulla squadra e sul suo rendimento in campionato. Questo l'ex portiere, che tutti ricordano autore di una memorabile rete in Coppa Uefa a Belgrado contro il Partizan, l'ha detto chiaramente: “La situazione societaria non deve interessarci. La squadra deve rimanere concentrata sul campo per tentare l'impresa. Ho trovato un gruppo amalgamato e questo è sicuramente merito di chi c'era prima (esplicito è stato il riferimento a Dal Canto, ndr) e del direttore sportivo. Aver già trovato i giusti equilibri di spogliatoio mi può agevolare il lavoro. Io, da parte mia, ho fin da subito avvertito la fiducia del presidente Heller, che ringrazio, avendomi fatto sentire la sua vicinanza fin da subito, e del direttore Rubino. Anche questo mi permette di lavorare con tranquillità”.
Ma è dalla squadra, chiaramente, che Amelia aspetta un segnale: “L'Alessandria, sulla carta, è la compagine più forte del campionato. E' una corazzata. Ha ottime individualità, una buona organizzazione e un allenatore che fino a pochi mesi fa era in Serie A (Lo scorso campionato Longo ha condotto alla salvezza il Torino, ndr). Noi, però, siamo pronti ed andremo in campo con una strategia ben chiara per metterli in difficoltà. Dovremo essere bravi a limitarli e colpirli quando si presenterà l'occasione. Dai ragazzi mi aspetto un segnale”.
“Appena arrivato ho detto ai ragazzi che conosco il peso di questa maglia e che possiamo fare l'impresa”, ha poi aggiunto. “Ma ho detto loro anche oggi è l'ultimo giorno che guardiamo la classifica. Torneremo a guardarla solo a fine campionato, il 25 aprile, sperando di poter festeggiare un'impresa che sarebbe straordinaria e sulla quale essere concentrati al massimo”.
Sui moduli di gioco Amelia è stato altrettanto chiaro: “Non fanno la differenza. Ciò che conta è l'interpretazione. La difesa a tre ci dovrebbe rendere meno vulnerabili e questa può essere la base, ma valuteremo di partita in partita anche in relazione agli avversari”.
Già contro l'Alessandria, tuttavia, Amelia qualcosa dovrebbe cambiare: “Nell'assetto della squadra, qualcosa cambierò, cercando di agire sulla testa di qualche giocatore. Il grosso del lavoro, però, sarà nelle prossime settimane. Intanto, però, voglio delle risposte ed anche capire alcune cose”.
In particolare, sui giocatori, ha precisato: “Mazzarani, certo, è il nostro leader. Ha già dimostrato di che pasta è fatto e in campo può coprire diversi ruoli. Ma ho già visto che ci sono anche diversi giovani con personalità interessanti. Per quanto riguarda Stancampiano, invece, valuterò le condizioni fino all'ultimo, fermo restando che Neri è un ragazzo che stimo e sul quale possiamo contare. Bueno, poi, sembra che sia qui già da tempo. Si è già adattato al meglio e ha grande voglia di fare. Bobb, invece, è fermo da diversi mesi, però stra lavorando sodo e ormai è arrivato il momento di essere messo anche lui alla prova”.
Infine, la chiosa su Braken: “Ho intenzione di convocare tutti e di certo ci sarà anche lui. Braken per noi è un giocatore importante ed è dunque fondamentale averlo a disposizione nelle migliori condizioni”.
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