A Siena soffia il libeccio

 di Marco Ceccarini  articolo letto 2481 volte
A Siena soffia il libeccio

Livorno - A Siena, stasera, è soffiato il libeccio. Una squadra di grande carattere, questo Livorno. Allo stadio Franchi, che una volta si chiamava semplicemente Rastrello, si è imposto con autorevolezza, riuscendo in una manciata di minuti a riprendersi una partita che a trecento secondi dalla fine era sembrata sfuggire. Invece Vantaggiato, detto il Toro di Brindisi, ha buttato il cuore, anzi il piede, oltre l'ostacolo, spedendo in rete un pallone che il palo, al primo tentativo, gli aveva rimandato indietro. Eravamo già in pieno recupero. E con quel gol, il Livorno, ha messo il sigillo sulla prima piccola fuga di questo campionato, aggiudicandosi una gara che alla vigilia si presentava difficilissima, visto che il Siena era, ed è rimasto, secondo in classifica. Adesso, però, i bianconeri hanno ben cinque punti in meno degli amaranto. E una partita in più. Il Livorno ha già effettuato il suo turno di riposo.
E' soffiato forte, dunque, il vento libeccio. E ha corroso le ambizioni delle inseguitrici. La squadra di Sottil, con questa vittoria corsara, ha mandato un inequivocabile segnale al torneo. Ha fatto sapere, con estrema chiarezza, che non scherza. E lo ha fatto sapere - ed è questa una cosa significativa - nella serata in cui al Rastrello si è ricordato Balleri, l'indimenticabile Lupo, scomparso appena due giorni fa. Balleri, livornese di scoglio, giocatore ed allenatore della vecchia Unione, difensore della grande Inter di Herrera, è stato infatti anche allenatore del Siena. Ma aveva il cuore amaranto. Questa vittoria, idealmente, va dedicata a lui.