Salvetti prende posizione: "Convoco i soci, occorre voltare pagina"

03.05.2021 16:44 di Marco Ceccarini   Vedi letture
Salvetti prende posizione: "Convoco i soci, occorre voltare pagina"

Livorno – “A cavallo tra gli anni Novanta e il nuovo millennio tutti noi abbiamo vissuto, e personalmente ho raccontato, l’ascesa più rapida ed imperiosa di una squadra nel panorama del calcio italiano. Il nostro Livorno in dodici anni è passato dall’Eccellenza alla serie A, con cinque straordinarie promozioni nell’era delle presidenze di Caresana, Achilli e Spinelli e con protagonisti veri e assoluti come Brilli, Stringara, Iaconi, e Mazzarri in panchina, Bonaldi, Protti, Lucarelli in campo. Anni bellissimi di un periodo che si è poi allungato ad alto livello con altri protagonisti come Donadoni, Nicola, Paulinho, Diamanti e tanti altri. Poi con il doppio della velocità con cui è salito ai vertici del calcio conquistando anche la qualificazione in coppa Uefa, il Livorno è disceso agli inferi e in appena sette anni, dal 2014 al 2021, altro record in questo caso purtroppo negativo, è sceso dalla serie A alla D”.

Così inizia la nota stampa con cui il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, ha preso posizione sul triste epilogo del campionato che che si è concluso con la squadra amaranto retrocessa mestamente in Serie D.

“Al di là della rapidità sia dell’exploit che della caduta tutto questo fa parte dell’andamento ciclico che il mondo del calcio propone alle squadre di città medio grandi che aspirano al top ma hanno strutture e potenzialità che non garantiscono la durata ad alto livello. Nel recente passato storie simili sono capitate a realtà importanti come Bari, Palermo, Salernitana, Avellino, Venezia, Como e Perugia e siamo certi si ripeteranno coinvolgendo molti ed escludendo solo le squadre multimilionarie delle città metropolitane”, continua il sindaco. “Accettare questo scenario è per tanti sportivi una naturale conseguenza dell’accettare un calcio moderno che fa della parte economica imprenditoriale la sua connotazione più importante. Accettare questo però non vuol dire non poter criticare e lamentarsi di gestioni societarie che in un modo o nell’altro determinano andamenti ciclici che dalla gioia ti costringono al rammarico in un batter d’occhio. Questo è proprio il caso del Livorno che da oggi è in serie D per colpa di scelte incomprensibili e di una gestione scellerata che parte dalla volontà di disimpegno di Spinelli e transita attraverso realtà e personaggi che alla fine per incapacità, menefreghismo od errori macroscopici hanno portato alla fine ingloriosa di un ciclo”.

“I tifosi non sono spaventati dal ripartire dal basso, lo hanno fatto tante volte con orgoglio e passione, i tifosi sono spaventati invece dalle prospettive di gestione della ripartenza, su questo non è più tempo di tergiversare, chi deve farsi da parte lo faccia, chi ha intenzioni serie le spieghi, chi gioca con le quote societarie la smetta”, conclude Salvetti. “Tanti tifosi non si riconoscono più in questa società quando invece il senso di appartenenza è sempre stata la grande forza del Livorno calcio. La città che in tutti i settori ha la possibilità di rilanciarsi può farlo anche nel calcio, basta essere seri, sinceri e onesti, caratteristiche di fronte alle quali la gente è pronta a supportare e sostenere progetti e persone. Nelle prossime ore convocherò i soci dell’As Livorno e chiederò loro intenzioni e prospettive, con la convinzione che solo voltando pagina e cambiando registro si può ricreare il clima giusto e la voglia di seguire le sorti della squadra”.