Quindici anni fa Amelia diventava campione del mondo

09.07.2021 22:47 di Marco Ceccarini   vedi letture
Quindici anni fa Amelia diventava campione del mondo
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© foto di Federico De Luca

Livorno - Quindici anni fa, il 9 luglio 2006, a Berlino l'Italia conquistava il suo quarto titolo di campione del mondo, dopo quelli vinti nel 1934 a Roma, nel 1938 a Parigi e nel 1982 a Madrid. In finale gli azzurri sconfissero ai calci di rigore, 5 a 3, la Francia di David Trezeguet e Zinedine Zidane, dopo che ai tempi supplementari la gara si era chiusa sull'1 a 1. Ebbene, in quel gruppo, magistralmente guidato dal commissario tecnico Marcello Lippi e in cui spiccavano giocatori come Fabio Cannavaro, Andrea Pirlo, Francesco Totti, Daniele De Rossi, Alex Del Piero, Gianluigi Buffon, Fabio Grosso, Pippo Inzaghi, solo per citare qualche nome, c'era anche il portiere del Livorno, Marco Amelia, unico calciatore amaranto ad essersi laureato campione del mondo nella più che centenaria storia del club, che quest'anno ha guidato in panchina la squadra nella seconda parte della sfortunata stagione conclusa con la retrocessione in Serie D.

Amelia, nato a Frascati e cresciuto nella Roma con parentesi a Lecce e Parma, chiusa l'esperienza con il Livorno ha vestito tra le altre le maglie di Palermo, Genoa e Milan ed una volta attaccanti i guanti al chiodo - come si usa dire per i portieri - è stato nei quadri tecnici del Chelsea con José Mourinho, indimenticabile allenatore dell'Inter e nuovo allenatore della Roma che non avrebbe disdegnato, tra l'altro, di avere ancora Amelia nel suo staff nella nuova avventura italiana.

Invece Amelia, che allora aveva appena 24 anni e cresceva assieme all'inossidabile Buffon, quest'anno ha preferito, od aveva preferito visti gli sviluppi delle ultime ore (oggi il Livorno è stato posto in liquidazione, ndr), rimanere a Livorno, nonostante le mille difficoltà, per dare una mano alla squadra a cui si sente maggiormente legato nel momento di massima difficoltà. Amelia è infatti rimasto legato alla città e alla formazione amaranto e al di là del contributo che un uomo di calcio come lui può dare a qualsiasi squadra, Livorno compreso, bisogna riconoscere che quello che ha animato ed anima Amelia era ed è la volontà di aiutare la squadra a ripartire con un nuovo assetto societario e un rinnovato progetto tecnico.

A mero titolo di cronaca, detto per inciso, nella squadra francese che affrontò quindici anni fa l'Italia a Berlino, anch'essa magistralmente guidata da un bravo tecnico qual era ed è Raymond Domenech, c'era anche un giocatore che, per alcuni mesi, fu in seguito pure lui un calciatore del Livorno. Vikash Dhorasoo, centrocampista originario delle Mauritius, in forza al Paris Saint Germain dopo aver giocato in Italia nel Milan, l'anno successivo arrivò infatti a Livorno, dove tuttavia non giocò neanche una partita, rescindendo il suo contratto già nell'autunno del 2007.

In ogni caso l'anniversario odierno, 9 luglio, cade mentre la Nazionale italiana, adesso sotto la guida tecnica di Roberto Mancini, sta accingendo a disputare la finale degli Europei a Londra domenica prossima, 11 luglio, contro l'Inghilterra padrona di casa. Una Nazionale, quella di Mancini, che è capitanata da un livornese, Giorgio Chiellini, cresciuto nel Livorno, che in quel 2006 era nella rosa dell'Under 21 e che era approdato da un anno alla Juventus. L'Italia di Mancini e di Chiellini affronterà dopodomani l'Inghilterra a Wembley. C'è da incrociare le dita.

Anche l'11 luglio, tuttavia, a ben pensarci non è una data a caso. Nel 1982, a Madrid, l'Italia di Enzo Bearzot sconfisse infatti la Germania Ovest e Dino Zoff poté alzare al cielo la stessa coppa, quella dei Mondiali, che quindici anni fa Cannavaro issò tra i coriandoli nella magica notte di Berlino. Che gli azzurri del 2021, a Londra, si ricordino di quanto chi li ha preceduti, in passato, hanno fatto nei caldi giorni di luglio.