Nove anni fa la tragedia di Morosini, tutto il mondo lo pianse

14.04.2021 09:49 di Marco Ceccarini   Vedi letture
Nove anni fa la tragedia di Morosini, tutto il mondo lo pianse
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© foto di Federico Gaetano

Livorno – Nove anni fa, il 14 aprile 2012, un malore improvviso uccideva Piermario Morosini, calciatore del Livorno. Il fatto avvenne a Pescara, durante la partita tra il Pescara e il Livorno, valida per il campionato di Serie B.

Al 31’ del primo tempo il giocatore si accasciò a terra dopo vari tentativi di rialzarsi in seguito a un’improvvisa crisi cardiaca. Portato in ospedale, Morosini cessò di vivere alle 16,45. Aveva 25 anni. La gara venne interrotta e recuperata in seguito. La Federcalcio dispose il rinvio dell’intera giornata di tutti i campionati italiani.

La notizia della scomparsa del giocatore del Livorno, avvenuta durante una partita, ebbe vasta eco in Europa e in America. In Spagna, all’inizio del confronto tra il Real Madrid e lo Sporting Gijón venne osservato un minuto di silenzio sulle note di Ennio Morricone allo stadio Bernabéu (vedi il video), mentre il Barcellona scese sul terreno del Camp Nou con il lutto al braccio contro il Levante. La notizia fece letteralmente il giro del mondo (leggi l'articolo) con largo spazio, oltre che in Spagna, anche in Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti e in molti altri Paesi ancora.

Morosini era giunto a Livorno da due mesi. Aveva iniziato a giocare a calcio nel Monterosso, squadra di rione di Bergamo dove era nato il 5 luglio 1986. Cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, con cui aveva vinto lo scudetto Allievi nel 2005, era passato in compartecipazione all’Udinese nella stessa estate del 2005, dove aveva giocato a 19 anni per la prima volta da professionista la stagione 2005-06, dividendosi tra la Primavera e la Prima squadra in Serie A, debuttando anche in Coppa Uefa nella gara tra Levski Sofia ed Udinese.

Passato in Serie B al Bologna in prestito nella stagione 2006-07, fu riscattato al termine della stagione dall’Udinese, che dunque ne acquisì il resto del “cartellino” dall’Atalanta. Venne quindi ceduto in comproprietà al Vicenza in Serie B, con cui conquistò la salvezza. Nell’estate del 2009, tuttavia, l’Udinese riscattò ancora la metà dei suoi diritti per una somma pari a circa 1 milione 500 mila euro. Successivamente lo girò in prestito alla Reggina. Tuttavia, nella sessione invernale del mercato, nel febbraio 2010, passò ancora in prestito, con diritto di riscatto, al Padova.

Nel gennaio 2011 andò in prestito nuovamente al Vicenza, dove debuttò proprio contro il Livorno. Tornato all’Udinese, il club friulano lo girò ancora in prestito al Livorno, dove debuttò l’11 febbraio, alla 27esima giornata, sesta di ritorno, nella partita, ironia della sorte, contro il Vicenza.

Il 14 aprile successivo, come detto, un arresto cardiaco ne stroncò la vita a soli 25 anni, durante la partita fra il Pescara e il Livorno, in occasione della 14esima giornata di ritorno, 35esima globale, della Serie B.

Morosini aveva fatto parte delle varie Nazionali giovanili partendo dall’Under 17 e venendo convocato in tutte le altre rappresentative. Aveva esordito nella Nazionale Under 21 nel settembre del 2006 e nel biennio 2007-09 aveva fatto parte della squadra degli Azzurrini con cui l’Italia partecipò all’Europeo Under 21 del 2009 in Svezia.

In seguito alla sua scomparsa, sia il Lanerossi Vicenza che il Livorno hanno ritirato la maglia numero 25. Il Vicenza ha deciso di intitolare a lui il centro tecnico di Isola Vicentina. In suo onore è stato istituito un Memorial e gli sono state intitolate la Gradinata dello Stadio Picchi di Livorno e la Curva Sud dello Stadio Azzurri d’Italia di Bergamo. Un anno esatto dopo la sua morte gli è stato intitolato il settore Ospiti, ossia la Curva Sud, dello Stadio Adriatico di Pescara.

Il 2 luglio 2012 furono resi pubblici i risultati definitivi dell’autopsia che hanno confermato i primi sospetti: a causare la morte del giocatore fu una rara malattia ereditaria, la cardiomiopatia aritmogena.

L’inchiesta giudiziaria che aveva visto indagati il medico sociale del Pescara, Ernesto Sabatini, quello del Livorno, Manlio Porcellini, nonché del medico del 118 di Pescara, Vito Molfese, per il mancato uso del defibrillatore previsto dalla procedura di pronto intervento, oltre che per capire se l’apparecchio salvavita avrebbe potuto aiutare il calciatore, si è conclusa l’11 ottobre 2019 con l’assoluzione dei tre medici presso la Corte d’Appello di Perugia, dopo che gli stessi erano stati condannati, sia pure in modo differenziato, per omicidio colposo dal Tribunale di Pescara e dalla Corte d’Appello de L’Aquila. La Cassazione, tuttavia, aveva annullato con rinvio la sentenza di condanna nei confronti di tre sanitari affermando che la motivazione della sentenza della Corte abruzzese era contraddittoria sia per quanto riguarda la valutazione delle prove scientifiche che sotto il profilo del nesso eziologico tra condotta e probabilità di prevenire l’evento.

La vita di Morosini, in ogni caso, è stata assai travagliata. Nel 2001, a 15 anni, aveva perso la madre e due anni dopo, nel 2003, era rimasto orfano anche di padre. L’anno successivo, nel 2004, si era suicidato il fratello disabile e Morosini era rimasto solo con una sorella, anch’ella disabile.