La presentazione. Olbia-Livorno, amaranto per l'orgoglio e per la città

17.10.2020 15:21 di Luca Aprea Twitter:    Vedi letture
La presentazione. Olbia-Livorno, amaranto per l'orgoglio e per la città

Livorno – Non è solo. Il Livorno, nonostante sia la posta in palio di quella che è a tutti gli effetti una partita a poker, per usare le parole del sindaco Luca Salvetti, c'è. E ci sarà fino a quando i tifosi amaranto saranno al suo fianco. L'immagine più bella di questa partita, probabilmente, l'abbiamo già vista. I cento innamorati della Vecchia Unione che si sono ritrovati alla stazione marittima per salutare la squadra in partenza per la Sardegna - fatto che visto l'andazzo degli ultimi giorni era tutt'altro che scontato - e incoraggiarla a suon di cori, bandiere e fumogeni, sono forse la cosa più bella vista in questi ultimi mesi.

In campo, una squadra ridotta all'osso con difficoltà perfino a completare i posti in panchina, cercherà, ancora una volta, di onorare l'impegno e la maglia. Contro l'AlbinoLeffe e il Lecco (che, è bene farlo notare, ha vinto tutte le partite tranne quella acciuffata in extremis all'Ardenza) l'impresa è riuscita, a Piacenza no. Adesso è il turno della trasferta gallurese. L'avversario, tra le cui fila milita una vera e propria icona come Emerson, è una delle poche squadre che al momento si trova alle spalle del Livorno, oltretutto con una partita in più. Insomma, si può provare a tornare a casa con un risultato positivo. Se Dal Canto e i suoi ci riusciranno si potrà tranquillamente parlare di impresa. La rosa, già ben oltre i minimi termini, si è ulteriormente accorciata a causa degli infortuni di Braken e Morelli. Parlare di formazione obbligata spesso è una frase fatta, qui è una mera constatazione dei fatti, almeno per quel che riguarda gli uomini. L'unico dubbio potrebbe essere in attacco dove tra Marsura, Murilo, Pallecchi, Canessa e Mazzeo il mister qualche possibilità di scelta ce l'ha.

Fischio di inizio domenica alle ore 15. In questi mesi a dir poco tormentati le poche note liete sono arrivate dal campo che tante, troppe, amarezze ci ha regalato negli ultimi tempi. Provare a sorridere al termine dei 90' in queste condizioni sembrava un'utopia e invece più di una volta è successo, talvolta perfino con qualche recriminazione. Il Livorno gioca, il Livorno c'è.