Dialogo tra un tifoso livornese e il suo primo amore

09.05.2021 11:20 di Matteo Gargini Twitter:    Vedi letture
Dialogo tra un tifoso livornese e il suo primo amore

Livorno- Oggi si chiude la peggior settimana della storia ultracentenaria del Livorno calcio. Solamente sette giorni fa la squadra, perdendo in casa contro la Pro Sesto, retrocedeva per la prima volta sul campo in Serie D, nella quarta divisione nazionale.
 La stagione sportiva 2020-21, conclusasi nel peggiore dei modi, ha rappresentato il più basso risultato sportivo mai ottenuto dalla società amaranto e ha lasciato sconforto e amarezza tra i tifosi, vittime principali di questa scellerata gestione che ha portato alla seconda retrocessione consecutiva, altro record poco invidiabile.
In questi giorni di profonda rabbia e tristezza i tifosi sono stati protagonisti di varie manifestazioni di amore incondizionato verso ciò che più li rappresenta, la maglia amaranto. In tanti, increduli, sbigottiti e amareggiati, hanno pianto, protestato o semplicemente ripensato a quanto importante sia stato il Livorno nel panorama calcistico nazionale e quanto adesso sia lontano dai fasti di un tempo. Tra tutti gli esempi di riflessione celebre, in questo senso, è stata la dichiarazione di amore che l’ex bomber Cristiano Lucarelli ha voluto pubblicare sui suoi canali social solamente pochi giorni dopo l’aritmetica retrocessione.

Nel suo messaggio l’ex capitano, proprio rivolgendosi alla sua amata maglia amaranto, ha descritto al meglio il suo vissuto e si è fatto portavoce di emozioni e gioie condivise da tutti i tifosi: “Ciao amore mio, quante volte ti ho detto “ti amo“ e quante volte continuerò a farlo, soprattutto ora- inizia Lucarelli a cuore aperto- Che Cosa ti hanno fatto??? Come si sono permessi??? Ma lo sanno chi sei? Conoscono la tua storia? Sanno quante volte ti sei rialzata dopo che eri caduta nella tua centenaria storia? Sanno che hai brillato sempre ed ovunque in ogni campo di eccellenza ed in ogni stadio in Italia ed in Europa? Lo sanno che ci sono stati tifosi che per te si sono rovinati la vita? Sanno che ci sono stati alcuni calciatori, dirigenti o allenatori che per te hanno lottato, sudato , vinto , perso e pianto ogni volta che hanno avuto l’onore ed il privilegio di indossarti??”
La lettera prosegue con il Cristiano tifoso che lascia spazio al Cristiano calciatore, bomber e profeta in patria che grazie alla sua scelta di vita e alle sue reti ha trascinato una città intera verso un sogno chiamato Serie A prima e coppa Uefa poi: “Ricordo ancora il nostro primo appuntamento, avevo 18 mesi , eravamo a Viareggio in campo neutro contro lo Spezia , per una partita di coppa Italia .Da quel giorno ho iniziato ad amarti, a sognarti, a tifarti, a fare di tutto pur di seguirti in ogni stadio, ma soprattutto a corteggiarti. Hai accettato il mio corteggiamento e finalmente mi hai detto di “SI” nel 2003 . Non ho mai corteggiato nessuna maglia nella mia carriera, sono sempre stato scelto, ma tu sei diversa, sei la mia maglia da sempre. Ero emozionato quella notte in ritiro a Genova, il giorno dopo ti avrei indossato, per la prima volta davanti a 5.000 tifosi livornesi che a metà settimana in notturna raggiunsero Genova , vincemmo 1-0 Gol di Igor, fu l’inizio di una magnifica cavalcata che ci riportó di prepotenza nell’Olimpo del calcio.”

Dalla nostalgia del passato all’amarezza del presente il monito è sempre lo stesso, Livorno e i livornesi si rialzeranno come sempre hanno dimostrato di saper fare: “Ora ti hanno pugnalato ancora una volta, nel modo peggiore, e nell’indifferenza totale. Ma tu ti rialzerai, noi tifosi ti aiuteremo, ci saremo, anche più di prima, risorgeremo insieme come abbiamo sempre fatto in questi momenti. Lo dice la storia, abbiamo sempre dato il meglio di noi in queste situazioni. Adesso perdonaci tutti, non ti abbiamo difeso come dovevamo, come meritavi, abbiamo permesso che abusassero di te.
Scusa ancora.
Risorgi e vinci vecchia Unione Sportiva Livorno.”