Assurdo riprendere, ma a Livorno sarebbe meno complicato che altrove

21.05.2020 17:20 di Marco Ceccarini   Vedi letture
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com
Assurdo riprendere, ma a Livorno sarebbe meno complicato che altrove

Livorno - Dopo la riunione del consiglio federale di ieri, con cui la Figc si è espressa per la ripresa dei campionati di Serie A, B e C, prende forza oggi, giovedì 21 maggio, la possibilità che il primo turno del post lockdown possa essere sabato 20 giugno. Si tratta, chiaramente, di un'ipotesi. Intanto c'è da capire se il campionato di Serie B ripartirà davvero. Il 28 maggio ci sarà l'incontro decisivo tra la Figc e il governo. I ministeri competenti, che sono quelli della Salute e dello Sport, non sono sembrati, almeno finora, persuasi dall'idea della possibile ripresa, quantomeno per la B e la C, mentre la Serie A il discorso potrebbe essere diverso.

A rendere complicata la ripresa, oltre al fattore medico-sanitario che rimane il principale perché la salvaguardia della salute dei giocatori deve essere al primo punto, vi è anche l'aggravio dei costi di gestione delle misure di sicurezza che saranno a carico delle società. In questo contesto, tra l'altro, si complica anche la gestione delle trasferte, che sarà sarà più complicata e dispendiosa, perché i club dovranno far fronte a situazioni contingenti o logistiche, compresa l'igenizzazione delle strutture, che faranno lievitare i costi di gestione, rispetto ai quali alcune società di B e molte di C potrebbero andare in difficoltà.

Il Livorno, sul piano economico-finanziario, non ha mai avuto difficoltà da quando la società è nelle mani della famiglia Spinelli. Molti invece sono i club che, in una situazione come quella che si profila, si vedrebbero esposti a spese insostenibili, tanto più che dal 20 giugno in poi le gare dovrebbero essere giocate a porte chiuse senza la possibilità di incassi e con la possibilutà di risarcire i tifosi abbonati che non potrebbero seguire le partite negli stadi.