Signorelli replica alla Nord: "L'odio è solo di pochi"

08.02.2019 23:44 di Tony Faini   Vedi letture
© foto di Alessio Alaimo
Signorelli replica alla Nord: "L'odio è solo di pochi"

Livorno - Dura replica del direttore sportivo del Livorno, Elio Signorelli, al comunicato con cui la curva Nord, pur annunciando la ripresa del tifo in occasione della delicata gara contro il Cosenza, critica pesantemente il presidente amaranto Aldo Spinelli.

Dice Signorelli attraverso un post pubblicato su un gruppo Facebook: "Ho fatto il calciatore e adesso sono in dirigente. Conosco il mondo del calcio e rispetto, e ho sempre rispettato, le idee di tutti, anche le più estreme. Tuttavia il comunicato della curva Nord prima della partita con il Cosenza mi indigna e mi ferisce, per la sua immotivata durezza. Quasi una persecuzione, se non una minaccia, nei confronti della famiglia Spinelli". E aggiunge: "Aldo e Roberto Spinelli da due settimane aspettano a Genova gli imprenditori che avrebbero dovuto portare su carta la proposta di acquisto delle quote, se non della società, ma non si è più fatto vivo nessuno. E Spinelli ha già dichiarato che è pronto a cedere, e con soddisfazione, a un gruppo di livornesi. Ora questo comunicato suona come un subdolo avvertimento. Non si fa così. L’odio di alcuni non trova riscontro nella stragrande maggioranza dei tifosi".

Secondo Signorelli, riferendosi a Livorno, "se questa città ha potuto abbracciare campioni come Protti e Lucarelli, prima e dopo aver appeso le scarpe al chiodo, lo deve alla famiglia Spinelli che ha sempre pagato e profumatamente" e "nessun altro presidente che ha preceduto Spinelli avrebbe avuto la possibilità di farlo. Così come nessuno ha saputo riconquistare la Serie B e poi la Serie A. E tanti di coloro che contestano sono cresciuti in un ventennio a mio avviso irripetibile".

Se prima "Spinelli andava bene", conclude Signorelli, "ora è trattato come un delinquente". Invece, secondo il direttore sportivo, Spinelli "dirige una società in Serie B, con bilanci sani, non un debito, una pendenza, con giocatori e dipendenti pagati regolarmente". Per cui, la chiosa: "No, scusate, io non ci sto. Il 'cagnolino' sa cosa è la riconoscenza e il rispetto. Altri devono ancora impararlo. E alla lunga lo impareranno a proprie spese".