Sempre più vicina la rottura tra Spinelli e la Promo Livorno

12.02.2019 17:15 di Carlo Pannocchia  articolo letto 1985 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Sempre più vicina la rottura tra Spinelli e la Promo Livorno

Livorno - Si va verso la rottura tra Aldo Spinelli e il gruppo Promo Livorno nella trattativa per l'acquisizione del 40 per ento delle quote. Non ci sarebbe alcun ostruzionismo da parte della famiglia Spinelli alla base della rottura, non inaspettata, con il gruppo Peiani. L'incontro è andato in scena a Genova il 25 gennaio. Al tavolo erano presenti Aldo e Roberto Spinelli, Mirco Peiani, Roberto Piccini e Marco Susini ma dal quel giorno è passato circa un mese e sulla vicenda è calato un silenzio tombale. La rottura sembra ormai insanabile. E' finita così, quando sembrava che degli imprenditori livornesi scendessero in campo per il Livorno Calcio. Il pomo della discordia tra Spinelli e Peiani non sarebbe affatto l’indisponibilità della proprietà amaranto che ha fornito tutti i documenti utili per una reale valutazione del Livorno. Allora per quale motivo è saltato tutto? L'intesa prevedeva il versamento di una cifra di poco superiore a 1 milione di euro per rilevare il 40% delle quote del Livorno Calcio ma anche questo passaggio è rimasto nella stretta di mano tra Spinelli e il gruppo livornese. Ma allora cosa succederà adesso? Intanto il direttore generale Mirco Peiani dovrebbe saldare il 20% delle quote (valore intorno alle 500mila euro). La somma doveva essere regolarizzata entro novembre dell'anno scorso ma anche in questo caso il silenzio o meglio degli euro neanche l'ombra. Nei prossimi giorni non è da escludere un aumento del capitale. A quel punto Peiani dovrà saldare il 20% delle quote in suo possesso oppure farà la fine di un frutto maturo che cadrà dall'albero. Insomma il finale sembra già scritto a meno di clamorosi colpi di scena. Quindi sarà ancora la famiglia Spinelli a prendersi cura del Livorno Calcio in attesa di tempi migliori. Intanto, aldilà delle polemiche e contestazioni, stiamo vicino ai nostri ragazzi che vanno in campo. La categoria va difesa e salvata, al resto ci sarà ancora tempo per pensarci.