Quarto tempo. Tre punti al popolo amaranto

 di Emilio Guardavilla Twitter:   articolo letto 1499 volte
Quarto tempo. Tre punti al popolo amaranto

Livorno. La partita con la Lucchese non si è giocata. Nonostante non ci sia stato un fischio d’inizio, il popolo amaranto, il suo dovere l’ha fatto oggi come ogni maledetta domenica. Oggi più che mai. In una tragedia che memoria d’uomo stenta a ricordare, gli ultras e tutta la tifoseria hanno dato il meglio di loro stessi anche stavolta.

Oggi non l’hanno fatto con cori, fumogeni o striscioni ma con stivali, picconi e badili. E con la faccia fradicia di pioggia, di lacrime e di sudore. Dall’alba al tramonto, ininterrottamente. All’Ardenza, in Collinaia e a Montenero, il colore amaranto ha spiccato in tutte le inquadrature delle reti nazionali. Le riprese trasmesse dai vari Tg ne documentano la presenza constante in ogni situazione di emergenza e in ogni operazione di soccorso. Un impermeabile, una giacca o una maglia. Qualche sciarpa, un ombrello, dei cappellini. Tutti immersi nel fango, sotto la pioggia battente, hanno supportato chi ha perso quanto di più caro ed è piombato, tutto in una notte, nella disperazione più profonda. A recuperare i morti, a salvare i feriti, a cercare i dispersi. E ad assicurare agli sfollati un futuro prossimo quanto meno dignitoso prima che le istituzioni intervengano ufficialmente. Con un passaparola che non cessa di fare eco nei quartieri, sui social e nell’associazionismo per provvedere alle prime necessità.

È un amaranto fradicio e insozzato, sudato e rabbioso, quello che oggi si è aggiudicato una vittoria amara ma per questo ancora più prestigiosa. Tre punti che non figureranno mai in nessun almanacco del calcio, ma che rimarranno per sempre nel cuore di chi c’era. Tre punti al popolo amaranto per solidarietà, senso civico e umanità.

Livorno – Lucchese rinv. per maltempo.