Quarto tempo. Terrore

04.03.2018 11:44 di Emilio Guardavilla Twitter:   articolo letto 790 volte
Quarto tempo. Terrore

Livorno – Non se ne esce e non se ne esce. Il Livorno non vince dal 2017 e, a marzo inoltrato, rimedia la terza sconfitta di fila anche con la terzultima in classifica che, come succede ultimamente a tante altre squadre, è venuta all’Ardenza a fare il bello e il cattivo tempo. Al cospetto di un Livorno spento e remissivo, gli uomini di Viali sono sembrati delle Merengues in maglia blu ed hanno portato via, anche loro, l’intera posta in palio con pieno merito: Dell’Agnello e compagni ci hanno umiliati come nel peggiore degli incubi. A questo punto della stagione, è più che legittimo farsi delle domande e, quanto prima, trovare delle risposte e correre ai ripari. Sette mesi di gioco, di corsa, di grinta e di qualità svaniti nel nulla. Un girone d’andata da incorniciare cancellato nel giro di tre o quattro partite, un vantaggio sulle inseguitrici dissipato senza alcuna ragione apparente ed un’identità di gioco sciolta come neve al sole.

In sala stampa, un Sottil rammaricato e dispiaciuto tira fuori un sostantivo che fa venire i brividi anche se la perturbazione è passata già da qualche giorno. –“Ho visto una squadra terrorizzata.” I suoi ragazzi hanno paura di giocare a calcio e sbagliano tutto, anche il più semplice dei passaggi. –“Ci sono giocatori, anche importanti, che in questo momento non possono giocare a calcio per come sono impauriti”. E allora, perché giocano? –“Perché dal lunedì al venerdì si allenano e giocano benissimo”, ci risponde invitandoci a Tirrenia in settimana per verificare con i nostri occhi. Gli crediamo sulla parola. Ma crediamo anche che così non si va da nessuna parte. E come se ne esce da un empasse di queste proporzioni? Lui non ha la palla di vetro, ci informa. Figuriamoci se ce l’abbiamo noi.

Livorno – Cuneo 0 : 1