La presentazione. Testa-coda per la prima di mister Tramezzani

13.12.2019 20:32 di Luca Aprea Twitter:    Vedi letture
La presentazione. Testa-coda per la prima di mister Tramezzani

Livorno – Ultima in classifica contro prima della classe. Per l'esordio di Paolo Tramezzani sulla panchina del Livorno c'è il più classico dei testacoda. All'Ardenza sabato sera sale infatti il Benevento di Pippo Inzaghi che in caso di successo ha l'occasione per laurearsi campione d'inverno con tre giornate di anticipo. E questo la dice lungo sul dominio dei sanniti. Una partita che diventa oltremodo difficile se si guarda alla solita settimana rovente trascorsa dall'ambiente amaranto. L'esonero di Breda, le difficoltà a reperire un sostituto, lo sfogo di Roberto Spinelli, la dura presa di posizione della Nord che annuncia di disertare lo stadio per protesta, la tifoseria che si agita e si spacca, Luci che cerca di raccogliere i cocci mettendoci, da capitano, la faccia. Non ci siamo fatti mancare nulla. Come sempre, del resto.

Per quanto riguarda la formazione amaranto è molto arduo fare delle previsioni. Come accade spesso in questi casi Tramezzani cercherà di approfittare della situazione per non dare punti di riferimento agli avversari ma qualcosa si può ipotizzare: la difesa dovrebbe essere quella a tre con le quotazioni di Di Gennaro in rialzo. In porta fiducia a Plizzari mentre in attacco l'unico sicuro di una maglia da titolare è Mazzeo per diretta ammissione del nuovo mister. In mezzo ci saranno Luci e Agazzi ma Tramezzani ha fatto capire che si aspetta molto anche da Viviani.

In casa giallorossa Super Pippo rispetto alla cinquina rifilata al Trapani dovrà rinunciare allo squalificato Hetemaj, al suo posto dovrebbe giocare Tello. A centrocampo si rivedrà una nostra vecchia conoscenza come Pasquale Schiattarella. Davanti Sau e Coda con Armenteros pronto a subentrare e, da dietro, gente come Viola e Kragl che sa fare male. Altra categoria.

Fischio di inizio sabato alle ore 18. La Nord, come detto, dovrebbe disertare in segno di dissenso verso la proprietà. C'è il rischio di giocare in un clima a dir poco surreale. Stavolta, caduto anche il tecnico, non ci sono alibi: tocca ai giocatori scuotersi e guidare la riscossa. Ora vediamo davvero chi vale.