Giovane Italia, il progetto di Ghisoni presentato al Coni di Tirrenia

 di Davide Lanzillo Twitter:   articolo letto 173 volte
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
Giovane Italia, il progetto di Ghisoni presentato al Coni di Tirrenia

Tirrenia - “Bisogna diventare uomini, prima ancora che calciatori”. Questo il nucleo del messaggio lanciato durante la conferenza odierna tenutasi presso il centro Coni di Tirrenia, con protagonista il giornalista di Sky, Paolo Ghisoni, responsabile del progetto “La Giovane Italia”. Sì, perché Paolo Ghisoni, coadiuvato dall’ex giocatore (e oggi commentatore Sky) Stefano Nava, ha deciso di gettarsi in un’impresa tutt’altro che semplice: realizzare, attraverso un attento lavoro di scouting, un almanacco annuale dei più promettenti giovani calciatori italiani, dal titolo “La Giovane Italia, gli under 19 in cui crediamo”. Ma attenzione, guai a pensare che si tratti di un banale catalogo che tenga in considerazione solo delle mere qualità tecniche di un ragazzo, come sottolinea immediatamente lo stesso Ghisoni: “Questo progetto è partito nel 2011, con l’idea di realizzare uno scout tecnico. Ma ben presto abbiamo deciso di dare spazio più agli uomini che ai calciatori: i comportamenti, gli atteggiamenti e l’impegno scolastico devono essere alla base di qualsiasi processo di crescita”. Un messaggio trasmesso ai giovani amaranto in platea (Filippp Gemmi, Thomas Romboli, Filippo Bardini e Gabriel Santini, oltre all’attaccante della prima squadra Simone Dell’Agnello, che fu premaito con la Targa Amaranta nel 2011) e condiviso all’unisono dagli altri presenti all’incontro: Alessandro Doga (responsabile del settore giovanile del Livorno Calcio), Claudio Foscarini (allenatore della prima squadra amaranto) e Martina Angelini (responsabile della squadra femminile amaranto). E proprio la presenza della Angelini ha particolare rilievo. Sì, perché nel lavoro guidato da Paolo Ghisoni trova ampio spazio un elemento del calcio spesso trascurato: quello femminile. “Purtroppo in Italia non c’è molta attenzione verso il calcio femminile”, evidenzia Martina, “ma a Livorno si sta costruendo finalmente qualcosa di buono, con scelte consapevoli e mirate”. Così come qualcosa di buono si sta creando anche nel settore giovanile amaranto, come sottolinea con orgoglio Doga: “Malgrado la retrocessione, il nostro lavoro non è cambiato. Anzi, è motivo di immensa soddisfazione avere diversi dei nostri ragazzi nel giro delle nazionali e della prima squadra”. Eppure il movimento calcistico italiano sembra rimanere indietro rispetto a ciò che accade in altre zone d’Europa, soprattutto a livello giovanile. “Finché il risultato sarà l’unica cosa che conta, non riusciremo mai a cambiare marcia”, chiosa Foscarini. Impossibile dargli torto.