Bordocampo. Vittoria esterna, in rimonta vale anche di più

13.09.2015 18:48 di Emilio Guardavilla Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
 Bordocampo. Vittoria esterna, in rimonta vale anche di più

Novara – Lo stadio Giuseppe Sinigaglia di Como non possiede ancora i requisiti previsti dalla Lega per cui non ci viene concesso il privilegio di giocare in quello che Gianni Brera definiva il più bello stadio del mondo. Barriere di settore, telecamere di sicurezza e tornelli di accesso non ancora certificati fanno sì che la location di Como – Livorno si trovi lontano dal lago e da quel ramo che volge a mezzogiorno che ha fatto la storia della letteratura italiana. Il sintetico di Novara suscita senza dubbio ispirazioni poetiche non di livello ma i prezzi popolari adottati per l’occasione e una campagna abbonamenti particolarmente azzeccata – Como is back ne è il minaccioso slogan – ha garantito, anche in campo neutro, la presenza dello zoccolo duro della tifoseria lariana. D’altronde il Calcio Como torna in Serie B dopo 14 anni e, come era lecito immaginarsi, 77km non hanno potuto impedire ai più appassionati sostenitori di rispondere presente alla prima partita casalinga con tutto l’entusiasmo del caso. In questa giornata autunnale senza sole, senza vento e senza pioggia, il rettilineo di gradinata è terra di nessuno. La Sud ospita oltre cento tifosi livornesi.

Nei ritmi blandi di inizio gara il Livorno si lascia preferire per l’impostazione di gioco più frizzante e propositiva. Al 14° però è il Como che passa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il primo gol preso in questa stagione deriva da un momento di torpore collettivo della difesa amaranto, non pronta a gestire una situazione di facile lettura. Sbaffo ringrazia e resuscita il glorioso passato del club comasco. Panucci non si dispera, Sabatini non si esalta; entrambi per lo stesso motivo. La reazione del Livorno non è arrembante, fortunatamente non isterica, molto riflessiva. Le ripartenze sono inibite in fase embrionale e, una volta innescate, soffocano in un 5-3-2 imbastito da mister Sabatini che fa scalare gli esterni avanzati facendo densità nelle retrovie. Non si trovano spazi, García Tena giganteggia in difesa e si soffrono le sporadiche incursioni offensive di Ebagua. Ma è proprio nel momento di maggior difficoltà che il Livorno ritrova la via del gol. Al 42°, dalla fascia destra, Schiavone pennella per Fedato che di testa mortifica il genio incompreso di Scuffet. Andare al riposo in parità è un toccasana.

Nell’intervallo si matura la convinzione che il Como non è proprio quella squadra di marziani che per lunghi tratti del primo tempo abbiamo voluto credere e si prende atto che, con la dovuta pazienza e i dovuti tempi, i tre punti possono arrivare.

La ripresa è un’altra storia. Nei primi 4’ due conclusioni, Vajushi e Vantaggiato, fanno sudare tutti gli azzurri, dentro e fuori dal campo. Dopo un quarto d’ora Panucci inverte le fasce di competenza di Fedato e Vajuschi e al 19° l’albanese arreca subito danno alla difesa avversaria. Imbeccato dal rifinitore di giornata Schiavone, si lancia dalla sinistra palla al piede verso la porta inducendo Marconi al fallo da ultimo uomo. L’arbitro Daniele Martinelli di Roma 2, all’esordio in Serie B, applica alla lettera il regolamento eludendo ogni accenno di protesta. Con il rosso diretto e il rigore da calciare il futuro immediato si fa molto più roseo. Dal dischetto Vantaggiato è una certezza. Il Como non ci sta ma gli sforzi profusi portano ad una sterile collezione di calci d’angolo ed un paio di occasioni che la difesa amaranto amministra con grande professionalità. Dopo 4’ di recupero arriva quella vittoria esterna che mancava dal febbraio scorso, era successo a Varese, e che ci mantiene a punteggio pieno con tutto ciò che questo comporta a livello emotivo.

E’ una vittoria che soddisfa tutto l’ambiente perché fortemente voluta anche se non sofferta in maniera eccessiva dopo lo svantaggio iniziale, studiata e attesa con spirito pragmatico e atteggiamento cinico di tutti i reparti. Tre punti che ottenuti così, come si mormora sfollando in Viale Kennedy, valgono molto di più.