Questo Livorno non ha bisogno di rivoluzioni

04.01.2018 16:31 di Davide Lanzillo Twitter:   articolo letto 1237 volte
© foto di Federico De Luca
Questo Livorno non ha bisogno di rivoluzioni

Livorno - Gennaio, non un mese qualunque nel mondo del calcio. Un mese che significa speranze e sogni per i tifosi, che significa occasione di guadagno per le centinaia di procuratori che popolano il mondo del pallone, che significa, soprattutto, rottura di scatole per gli allenatori. Sì, perché avere a che fare ogni giorno con voci di giocatori in partenza e in arrivo, con le dichiarazioni di procuratori che spesso servono solo a spargere tossine velenose nell’ambiente e con sempre più frequenti “mal di pancia” da parte di qualche giocatore, non è proprio il massimo della vita per chi, di professione, fa l’allenatore.

Sicuramente di questa sessione di mercato, e della lunga sosta invernale, avrebbe fatto volentieri a meno Andrea Sottil. Il suo Livorno, infatti, stava viaggiando a vele spiegate, con il vento in poppa verso la promozione: di una pausa del campionato così lunga e di una sessione di mercato che potrebbe alterare certi equilibri non se ne avvertiva affatto il bisogno. Ma purtroppo, tant’è: anche in casa amaranto si dovranno fare i conti con queste settimane di passione. E le voci, puntualmente, sono già iniziate a circolare.

Ma questo Livorno ha davvero necessità di intervenire sul mercato? Oppure è meglio non alterare gli equilibri di un gruppo che, fino a questo momento, ha saputo rivelarsi un autentico schiacciasassi? Una cosa è certa: finalmente, dopo stagioni tribolate, la società non ha l’urgenza di intervenire sul mercato. Se il Livorno, fino ad oggi, ha saputo tenere un ritmo da record, significa che questa rosa ha valori tecnici e umani elevati, al di sopra della media. Poi, certo, si può sempre migliorare, ma migliorare questo Livorno sembra operazione davvero difficile. Al limite si può perfezionare, con innesti mirati e funzionali al progetto amaranto.

In che settori? Beh, forse potrebbe far comodo un terzino sinistro: Franco sta facendo un campionato strepitoso e il suo posto non si tocca, ma un’alternativa che possa all’occorrenza sostituire e far rifiatare l’ex laterale della Salernitana potrebbe servire. Così come forse potrebbe servire un centrocampista, in grado di completare il reparto con gli ottimi Luci, Bruno e Giandonato. No, non ci siamo ovviamente dimenticati di Gemmi e Marchi, ma il primo, benché di ottime potenzialità, è pur sempre un giovanissimo, mentre il buon Alessandro, esempio di professionalità, sembra proprio non rientrare nel credo tattico di Andrea Sottil.

C’è chi poi, all’interno della tifoseria, crede sia necessario rinforzare anche il pacchetto arretrato, soprattutto dopo le diverse reti incassate nelle ultime gare del 2017. Beh, che a livello difensivo si possa fare meglio è innegabile, ma, come sottolineato dallo stesso Sottil, le reti subite sono state spesso figlie di disattenzioni e mancanza di concentrazione più che di lacune tecnico-tattiche. A nostro avviso Gasbarro, Pirrello, Gonnelli e Borghese costituiscono un roster di centrali che nessun altro può vantare in categoria. Prendere un altro elemento “tanto per” non avrebbe senso.
Più delicata la questione nel settore offensivo. La squadra fino ad oggi in questo senso è stata impeccabile: 45 reti segnate in venti partite sono la prova di una macchina da gol pressoché perfetta, capace di andare in gol con una facilità disarmante. C’è però un “ma”, un grande “ma” relativo alla posizione di Murilo: se l’attaccante brasiliano dovesse rimanere all’ombra dei Quattro mori il reparto non avrebbe bisogno di sostanziali interventi; se, altrimenti, la società dovesse decidere di privarsene, è chiaro che occorrerebbe un adeguato sostituto.

Tutte queste però sono solamente chiacchiere, discorsi e poco più: se la rosa del Livorno dovesse rimanere immutata al termine di questo mese di gennaio, noi ne saremmo comunque ben felici. Questa squadra, questo gruppo, questi ragazzi hanno già ampiamente dimostrato di che pasta sono fatti. Le rivoluzioni servono ad altri, non a noi.