Non era il momento del tutti contro tutti

07.11.2018 10:53 di Davide Lanzillo Twitter:   articolo letto 1547 volte
© foto di Federico De Luca
Non era il momento del tutti contro tutti

Livorno – Le dimissioni di Roberto e Aldo Spinelli, l‘esonero di Lucarelli, la tifoseria sul piede di guerra. Sono giorni di caos a Livorno, un caos esploso violentemente dopo la sconfitta interna con il Perugia di domenica sera. Il sempre più desolante ultimo posto in classifica e l'ennesimo scivolone casalingo hanno fatto precipitare una situazione già di per sé complicata. In maniera brusca, spropositata, forse quasi schizofrenica. Sì, perché se la rabbia e la delusione sono più che comprensibili (chi di noi non è deluso da questo pessimo avvio di stagione?), forse eccessivo è l’aver creato un terremoto di tali dimensioni. Perché diciamocelo, che questa stagione potesse riservarci delle difficoltà lo sapevamo fin dall’inizio. Magari non così accentuate, ma lo sapevamo. C’era da aspettarselo. Sapevamo che ci sarebbero stati momenti complicati: da neopromossi e con una squadra completamente stravolta rispetto a quella che ha vinto lo scorso campionato di C, era nella logica delle cose dover affrontare una stagione di sofferenza. Ma nella sofferenza e nelle difficoltà avremmo dovuto mantenere equilibrio e sangue freddo, mantenere un filo logico, appunto. A Livorno, però, la parola "equilibrio" sembra quasi sconosciuta. E dispiace che il terremoto sia stato scatenato da parte della proprietà, proprio colei che, nei momenti più duri, avrebbe dovuto cercare di mantenere la serenità in un ambiente predisposto per natura all’esasperazione, nel bene e nel male. Non era il momento di minacciare l’abbandono della società e non era il momento di sparare a zero su tutti: era il momento di stringersi compatti verso un unico obiettivo, alla ricerca di una lenta e faticosa risalita. Che poi errori siano stati commessi, da parte di tutti, è innegabile: i soli cinque punti in dieci partite non possono essere figli del caso o della sfortuna. Qualcosa a questa squadra manca, è evidente. Chi l’ha costruita in estate sa di aver commesso qualche errore di valutazione. Ma non per questo era il caso di scatenare una guerra fratricida interna, non per questo andavano rilasciate certe dichiarazioni. Molto discutibili sono soprattutto quelle rilasciate da Spinelli junior in riferimento a Igor Protti, uno che la faccia ce l’ha messa sempre, soprattutto nei momenti difficili. Parole avventate, che hanno incendiato una tifoseria intera.

E ora in città si respira già un’aria di rassegnazione, malgrado il campionato sia ancora agli albori. Peccato, perché non tutto sarebbe ancora perduto.