Livorno merita rispetto

17.02.2019 21:32 di Luca Aprea Twitter:    Vedi letture
© foto di Marco Farinazzo/TuttoLegaPro.com
Livorno merita rispetto

Livorno – Una sconfitta amara, amarissima. Immeritata. Il Livorno al Via del Mare di Lecce cade 3-2 contro i salentini dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio di due reti grazie ai gol siglati da Bogdan e Diamanti. Un ko che fa molto male perché punisce oltremodo gli amaranto e che, va detto, è viziato dalle decisioni dell'arbitro Massimi (lo stesso che lo scorso anno de facto, regalò al Pisa il derby dell'Arena convalidando la rete in fuorigioco di Eusepi).

Mister Breda a fine gara ha cercato di placare gli animi e, comprensibilmente, non ha voluto dare alibi ai suoi, che pure hanno commesso errori, ma se la gara ha preso una certa piega gran parte del “merito” è stato del direttore di gara: già nel primo tempo, sul punteggio di 0-0, il contatto tra Arrigoni e Kupisz in area salentina era apparso da rigore. Ma tant'è. Ma è nella ripresa che va in scena il disastro: il Lecce appena accorciate le distanze con La Mantia trova anche la superiorità numerica grazie all'ingenuità di Fazzi che trattiene un avversario e rimedia il secondo giallo. Decisione ineccepibile. Ma la stessa uniformità di giudizio non si materializza qualche minuto dopo, con il Livorno ancora in vantaggio, quando Arrigoni, già ammonito, trattiene platealmente Diamanti. L'arbitro fischia la punizione ma risparmia l'espulsione al centrocampista giallorosso, scatenando l'ira dei giocatori livornesi. Una decisione che si rivelerà fatale perché sarà proprio il “graziato” Arrigoni (peraltro in odor di sostituzione, Liverani da uomo di calcio aveva capito che era ad altissimo rischio) a firmare il gol del pareggio a dieci minuti dalla fine. Difficile dire che questo errore da matita rossa non abbia influito sul risultato. Davvero difficile. E quando poi, a frittata consumata, in pieno recupero il buon Massimi ha sventolato il rosso diretto a Diamanti per un banale scontro di gioco facendo concludere gli amaranto in nove, è esplosa, comprensibile, la rabbia del nostro Alino. Che nell'importante sfida salvezza contro il Venezia, ovviamente, non ci sarà.

Gli errori degli arbitri fanno parte del gioco e vanno accettati ma a Lecce si è visto qualcosa di decisamente sgradevole che ha evocato brutti ricordi. Rivangare il passato non è mai piacevole e le dietrologie non sono mai cosa buona ma l'ultima volta che il Livorno si è ritrovato a lottare per non retrocedere gli arbitri (Nasca, giusto per non fare nomi) ci hanno messo parecchio del loro per affossare una squadra che di problemi ne aveva già un'infinità. E allora, è bene dirlo subito a scanso di equivoci: Livorno merita rispetto. A buon intenditor...