Livorno - Ha mostrato di avere le idee chiare e la giusta determinazione, Attilio Perotti, parlando ai giornalisti, dopo il pareggio ottenuto dal Livorno con il Sassuolo, nella sala stampa dello stadio Picchi. Con i giornalisti, ha esordito: “Dopo tanto tempo che ero lontano dal campo, oggi, mi sono accorto che mi mancava il pubblico. E’ stato bello sentire il sostegno dei tifosi. Il loro tifo è entrato nell’animo dei ragazzi e ha dato loro coraggio e fiducia”. Perotti si è detto soddisfatto di come gli amaranto abbiano affrontato un match difficile come quello odierno. Ha affermato: “Ho visto una squadra compatta e consapevole dei propri mezzi. Ho preferito iniziare con Bigazzi perché aveva le qualità per mettere in difficoltà la difesa del Sassuolo. Siligardi non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, visti anche i numerosi infortuni che ha patito. Mi sembra che i due siano andati entrambi bene”. E poi: “Ho inserito Lignani perché in settimana l’ho visto bene. Non lo conoscevo, l’ho spronato per vedere come reagiva. Le risposte che ho avuto sono state molto positive”. Infine: “Quello che mi è piaciuto di più è stata la compattezza dimostrata. La squadra ha capito di essere un gruppo e non ci sono stati individualismi. I ragazzi però corrono corso troppo e male. Sotto questo punto di vista occorre sicuramente migliorare”.
Il tecnico del Sassuolo, Fulvio Pea, si gode il punto guadagnato e guarda al futuro: “E’ stata una partita forse noiosa, ma il caldo ha avuto la sua parte. Entrambe le squadre hanno dosato le forze. Contro il Torino non sarà decisiva, anche se noi stiamo vivendo un sogno ed è chiaro che l’appetito vien mangiando. I ragazzi sono un po’ delusi perché si aspettavano di vincere, ma anche un punto va bene. Il Livorno è una squadra ben messa in campo e ha tutte le carte in regola per salvarsi”. Infine, su Bardi: “Sono stato io a volerlo all’Inter lo scorso anno e sono sicuro che diventerà uno dei migliori portieri italiani. Ha qualità, ambizioni ed è molto serio”.

 

Sezione: Calcio / Data: Sab 12 maggio 2012 alle 21:38
Autore: Marco Ceccarini
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