Rosignano – Era già successo a Romano Perticone l’anno scorso (ritiro della patente, se non ricordiamo male) e soprattutto a Gaston Cellerino, che due stagioni fa, alla vigilia dello spareggio per la Serie A con il Brescia, andò a schiantarsi con l’auto nuova di zecca contro un albero a Tirrenia, alle 6 di mattina. E per poco non ci lasciava le penne. Domenica notte è toccato a Juan Surraco, il nuovo giocatore arrivato dall’Ancona, di perdere il controllo del suo Suv, a Viareggio. Nessuna conseguenza, ma tasso alcolico superiore al consentito (rileva 1,40 quando non si può superare lo 0,50). A bordo, ha scritto la Gazzetta dello Sport, c’erano altri tre compagni. Ma lui, tramite Il Tirreno, ha smentito la presenza di altri giocatori e si è scusato con i compagni ed i tifosi. Ma la società ha deciso di multarlo pesantemente. Niente di particolarmente stupefacente. I nostri giovani si ammazzano regolarmente sulle strade, al sabato sera, per lo stesso tipo di eccessi. Ed i Surracco, i Cellerino, i Perticone, sono in fondo dei ragazzi, sono esattamente come i nostri ragazzi, e come loro hanno il diritto di divertirsi, anche se con moderazione, dopo una settimana di studio o di lavoro. La differenza è che loro, al contrario di uno studente o di un giovane lavoratore, hanno delle responsabilità in più perché, in quanto calciatori, possono essere, o divenire, degli esempi per i tanti ragazzi e ragazze che seguono il calcio. Ma non solo. Loro hanno anche firmato dei contratti con una società di calcio, nel caso specifico Livorno, che rappresenta una città. In questo senso hanno dunque dei precisi doveri da assolvere, sia professionali che morali. E poiché i contratti si firmano in due, non sarebbe male che qualcuno, in società, desse un’occhiata a cosa fanno i giocatori amaranto fuori dal campo, per il bene dei diretti interessati sia come giovani sia come calciatori.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 02 settembre 2010 alle 11:34
Autore: Raimondo Bongini
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